I clandestini? “Ci costan cari…”

Rabbrividisco, oggi mercoledì 4 marzo, alla lettura della paginata che il “Giornale” di Berlusconi dedica alla fiera denuncia di quanto costano all’erario le cure ai “clandestini”. Vogliamo leggere insieme l’incipit? Ecco: “Sono fantasmi che si fanno curare. Vagano da un pronto soccorso all’altro per una febbre alta oppure per un dito rotto. Qualche volta si fanno ricoverare, per partorire un bambino, per una vaccinazione, oppure dopo un trauma o un incidente. Sono fantasmi perché non hanno un lavoro, non hanno un permesso di soggiorno, e vivono nel nostro Paese come clandestini. Non sono registrati da nessuna parte ma si fanno curare, gratuitamente. A spese del Servizio sanitario nazionale che scuce, annualmente, 250 milioni di euro, stando a stime minime. Ma quando si parla di Sanità non si dice di no a nessuno”.Il resto è sullo stesso tono, potete facilmente immaginare. Orrore per il razzismo che trasuda da questa paginata? Disgusto per la assoluta mancanza di rispetto per la persona? Incivile mancanza di comprensione per elementari esigenze come le cure, il parto, la prevenzione? C’è tutto questo, certo, ma c’è dell’altro. C’è il disprezzo: la sanità pubblica “scuce” per degli esseri umani. C’è l’irato stupore che anche i clandestini (e quindi non abbienti) “si fanno curare” e per giunta “gratuitamente”. C’è il colpevole, deliberato rifiuto di riconoscere che, senza cure, e senza gratuità, patologìe che credevamo di avere debellato (la tubercolosi, ad esempio) si riaffaccerebbero con pericoli non solo per gl’immigrati ma anche per chi vive loro accanto.C’è ancora un interrogativo che dovrebbe tormentare un “Giornale” che fa professione di fede e di papismo un giorno sì e l’altro pure.

Dov’è andato a finire, per i trombettieri della famiglia Berlusconi, quello spirito cristiano che dovrebbe ispirare i comportamenti e le scelte – di solidarietà e di comprensione – verso i più deboli?

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