Lettera al nonno sulla Costituzione

Modena in piazza per la Costituzione // “Lettera al nonno sulla Costituzione” è il bel libro che Mattia Stella, un giovane laureato in giurisprudenza, ma già impegnatissimo nelle battaglie di libertà, ha scritto e presentato venerdì 13 febbraio in una libreria di Piombino, invitato dal locale Circolo di Libertà e Giustizia. Ce lo ricordavamo Mattia quando, pieno di entusiasmo e di giustificato timore, parlava introducendo la grande manifestazione di Piazza Navona, quella contro il Lodo Alfano, quella a cui il PD non partecipò perchè i toni sarebbero stati troppo forti nei confronti di una legge ad personam che avrebbe, da lì a poco, dato il via ad un percorso di rapida delegittimazione di ogni qualsivoglia ostacolo istituzionale avesse potuto frapporsi ad un regime mediatico-populista che si stava realizzando nel paese. Oggi Mattia Stella, già promotore nei primi anni del 2000 dell’Associazione Giovani per la Costituzione ai tempi del referendum vincente contro lo stravolgimento della stessa, si trova di nuovo a girare le scuole e i circoli democratici delle associazioni come LeG, poichè purtroppo siamo ancora in emergenza costituzionale e sempre per lo stesso tentativo di sovvertirne i valori della stessa persona di allora.Non solo, come ricorda Mattia al pubblico presente in libreria, la nostra Carta Costituzionale contiene ormai ampi spazi di esautorazione materiale ( i capitoli sul diritto al lavoro, sul sapere per tutti, sull’uguaglianza di fronte alle opportunità di crescita sociale, sui diritti alla libertà di scelta riguardo la propria esperienza di vita e sui limiti posti alla scienza di fronte alla morte).E’ sulla stessa applicazione della Costituzione, riguardo alla divisione dei poteri e sulla reale sovranità del popolo che oggi stiamo correndo rischi di “cesarizzazione”.

A partire dalla mancanza di una legge elettorale che permetta di scegliere “propri” rappresentanti e non personaggi “nominati” dai partiti, fino alla crisi reale di rappresentatività politica che alimenta qualunquismi e disaffezione al voto.Si è discusso molto su questi punti e, con vivace e rabbiosa denuncia da parte di chi, i nonni, si stanno vedendo cancellare le conquiste tanto sofferte a prezzo di guerre, miseria e lotte infinite. Oggi gli stessi ricordano bene quando i partiti, allora divisi sul piano politico, si ritrovarono uniti per scrivere una carta fondamentale per le generazioni che sarebbero venute con il ” velo dell’ignoranza”, senza cioè che nessuna delle parti che avrebbero poi partecipato ai futuri governi del paese, avesse potuto sapere a priori se una norma piuttosto che un’altra avesse giocato a favore o contro una parte politica. Si trattò bensì di una Costituente che voleva sancire delle regole fondamentali di rispetto per le minoranze tutte, che arginava ognuno dei vari poteri, che creava pesi e contrappesi necessari in una moderna democrazia.Oggi qualsiasi modifica a parti della Costituzione, sopratutto alla parte seconda, che la maggioranza di centrodestra intende compiere (arrivando a minacciare la minoranza di farlo da sola e con il plebiscito del popolo ) sarebbe costituita da una o più Leggi imposte in mancanza di quel ” velo dell’ignoranza”, in presenza di giganteschi conflitti di interesse del premier e di un disegno chiaro nel voler realizzare una forma di presidenzialismo senza contrappesi, che già oggi vorrebbe annullare diritti fondamentali come la libertà di opinione e di stampa, che vuole sottomettere il potere della Magistratura al potere esecutivo dopo aver esautorato in gran parte anche quello legislativo del Parlamento, che tenderebbe a minare la terzietà della Corte Costituzionale e del CSM attraverso un controllo elettivo dei loro membri da parte del potere politico.Un disegno di Gelliana memoria, insomma, teso a costruire una vera e propria “dittatura della maggioranza”, un potere esecutivo senza limiti ed ostacoli a frapporsi d’impaccio.E sono i nipoti, molti di quei giovani che Mattia Stella incontra nelle scuole superiori, che oggi a domanda precisa su quale figura istituzionale viene eletta durante le elezioni politiche, rispondono: il Presidente del Consiglio, con buona pace dell’educazione civica che forse troppo poco viene ricordata ed insegnata nelle scuole.


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