Addio a Elia, padre della Repubblica

E’ scomparso Leopoldo Elia, padre della patria repubblicana. La sua mancanza è una grave perdita per le istituzioni democratiche che ha contribuito a difendere e consolidare nel nostro Paese, senza sosta e fino alla fine. Avrebbe compiuto 83 anni il 4 novembre prossimo. E’ stato tra gli animatori del referendum contro la riforma della Costituzione di Berlusconi nella sua veste di presidente del comitato scientifico del coordinamento Salviamo la Costituzione.
In occasione di un incontro promosso da un gruppo di fondazioni, a Roma, lo scorso giugno, intervenne sul tema La revisione della forma di governo.
Nel Governo Ciampi è stato Ministro senza portafoglio per le riforme elettorali e istituzionali (dal 28 aprile 1993 al 10 maggio 1994) e, il 19 aprile 1994, assunse l’interim del Ministero degli affari esteri per 21 giorni, in sostituzione di Beniamino Andreatta, designato alla presidenza del gruppo del PPI al Senato.Undicesimo Presidente della Corte Costituzionale, Leopoldo Elia, deceduto ieri sera, era nato a Fano, in provincia di Pesaro, il 4 novembre 1925. Laureato in Giurisprudenza, nel 1959 era divenuto libero docente di diritto costituzionale, insegnando nelle università di Urbino, Ferrara, Torino e Roma. Fu eletto giudice della Consulta nell’aprile 1976. Ne divenne il presidente nel settembre 1981 e ricoprì questa carica per tre anni.

Allo scadere dei quali fu riconfermato presidente fino al termine del suo mandato novennale alla Consulta, nel maggio 1985. Elia è stato relatore di importanti sentenze tra cui, in particolare, alcune in tema di libertà personale, di libertà religiosa, di diritto di famiglia, di diritto sindacale, di diritto elettorale. Accanto ai numerosi incarichi in veste di giurista (é stato anche protagonista della legge per la Presidenza del consiglio), Elia ha avuto anche un ruolo nella politica italiana. E’ stato stretto collaboratore di Aldo Moro. Nel 1986 entrò nella direzione nazionale della Dc e nel 1987 è stato eletto al Senato. Il suo impegno politico è poi proseguito nel Ppi e nella Margherita restando in Parlamento fino al 2006. Nel governo Ciampi, nel 1993, è stato ministro delle riforme istituzionali. Fra l’altro, ha presieduto la Commissione affari costituzionali di palazzo Madama e ha fatto parte della Bicamerale per le riforme. Elia è stato anche autore di numerose pubblicazioni giuridiche, tra cui saggi sulle forme di governo negli stati democratici e sull’efficacia, all’interno degli stati membri, del diritto della Comunità europea.