2008: l’anno in cui l’Italia punì la Sinistra

Prendiamo atto di questa nuova bruciante sconfitta del Pd e cominciamo una seria riflessione su chi ha sbagliato e su cosa ha sbagliato, sulle responsabilità e su come attrezzarsi ad attraversare gli anni che ci aspettano.
Gianni Alemanno è il nuovo sindaco di Roma. Dopo una partenza all’inseguimento per Francesco Rutelli, che alla vigilia del voto era considerato favorito per la conquista della poltrona più importante del Comune, Alemanno che cinque anni fa perse la sfida con Weltroni, ora l’ha spuntata. A spoglio quasi ultimato, i dati parlano chiaro: assegnano a lui un vantaggio di circa cinque punti, ormai incolmabile, sul suo antagonista, Francesco Rutelli. Il centrosinistra manterrà invece la guida della Provincia di Roma: a Enrico Gasbarra succederà il pd Nicola Zingaretti che con il 51,78% dei consensi ha battuto il forzista Alfredo Antoniozzi, fermo al 48,22%. Lo scrutinio procede ma a questo punto sembrano impossibili stravolgimenti del risultato. Per le provinciali il centrodestra vince a Catanzaro, Foggia e Asti. A Massa Carrara invece ha la meglio il centrosinistra.
Il centrosinistra è avviato a conquistare, strappandoli al centrodestra, i Comuni di Vicenza e Sondrio. Parti invertite a Viareggio, dove si afferma, con il 62% dei suffragi, Luca Lunardini, del Pdl, che subentra a un sindaco di centrosinistra. Sempre per le comunali, con risultati definitivi o quasi, restano al centrosinistra Pisa e Massa Carrara, mentre il centrodestra si conferma a Udine e Viterbo.

Il responso elettorale nella Capitale ha anche una valenza nazionale: entrambi i candidati, infatti, in caso di sconfitta andranno ad occupare una delle caselle dello schacchiere del potere politico nei rispettivi poli: per Rutelli potrebbe esserci un futuro da presidente dei senatori del Pd (anche se Veltroni ha già chiesto di confermare in questo ruolo Anna Finocchiaro); per Alemanno, invece, l’insuccesso nella corsa per il Campidoglio aprirebbe la strada ad un incarico da ministro nel nuovo governo Berlusconi. Non solo: essendo la poltrona di sindaco quella lasciata libera da Walter Veltroni prima di assumere il ruolo di candidato premier del Pd, un eventuale risultato negativo nella città in cui lo stesso Veltroni due anni fa aveva vinto facile proprio su Alemanno potrebbe avere ripercussioni anche sulle dinamiche interne segreteria del Pd.

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