Giustizia per le stragi nazi-fasciste

Riscattare il tempo della vergogna, S.Bonsanti // Un appello perché la giustizia sulle stragi nazi-fasciste compiute in Italia non si fermi. L’associazione Libertà e Giustizia lo lancia, dalle pagine web del sito, rivolgendosi al Presidente della Repubblica. Per effetto della Finanziaria il tribunale militare di La Spezia chiude i battenti il 31 luglio; tutti i processi in corso saranno trasferiti. C’è il rischio che pagine terribili della storia del nostro Paese, vengano taciute per sempre. Per troppi anni in nome della “Ragion di Stato” migliaia di italiani inermi non hanno avuto giustizia e spesso, hanno vissuto in silenzio, come una sorta di ‘macchia’ da non rivelare, le atrocità subìte.L’appello, presentato nel corso della celebrazione a Milano dei 60 anni della Costituzione, ha tra i primi firmatari, due ex presidenti della corte costituzionale: Gustavo Zagrebelsky e Valerio Onida.
Signor Presidente della Repubblica, l’associazione Libertà e Giustizia, si rivolge a Lei, con un appello che riguarda la chiusura del tribunale militare di La Spezia, prevista per il 31 luglio prossimo, ma che investe un problema molto più ampio e drammatico, quello cioè di un paese, il nostro, che ha prima nascosto e ora potrebbe chiudere del tutto senza giustizia, il capitolo delle stragi nazi-fasciste in Italia.Durante l’occupazione tedesca, la popolazione civile diventò un obiettivo esplicito della repressione, bersaglio di una strategia punitiva e di una violenza quotidiana e capillare; il massacro dei civili non fu, quasi mai, un’azione irrazionale e senza senso ma divenne, come sottolineano gli studiosi di queste stragi, “uno strumento di potere, funzionale alla condotta del conflitto ed alla lotta contro i partigiani, ma anche al controllo totalitario della popolazione civile”.Il ritardo con cui si è arrivati alla ricerca della verità sulle stragi nazi-fasciste, una vera e propria “amnistia per occultamento”, è materia di discussione; sull’Armadio della Vergogna (centinaia di istruttorie insabbiate negli scaffali della Procura militare di Roma fino al 1994) poi, si è scritto molto.


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