La ricorrenza della parola “mafia” nei programmi elettorali

«NON È UNA DIFFERENZA da poco: c’è un grande silenzio a destra sui temi della mafia. Mentre per noi è e sarà la priorità nell’azione di governo. Noi vogliamo una lotta senza quartiere e senza doppie verità alla mafia e alla sua cultura». Il leader del Pd, Walter Veltroni attacca gli avversari, durante il tour elettorale in Sicilia. Siamo andati a verificare nei programmi di partiti e coalizioni la ricorrenza della parola “mafia”. Ecco il risultato:
LA SINISTRA L’ARCOBALENOLa lotta contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta deve essere radicale; è necessariocombattere senza alcuna indulgenza i rapporti perversi tra criminalità organizzata epolitica, che coinvolgono in molte regioni del Mezzogiorno settori del centrodestra comedel centrosinistra.Legalità vuol dire anche contrastare i meccanismi clientelari della politica, che hannoportato alla dispersione, a beneficio di pochi, delle ingenti risorse dei fondi europei, senzaalleviare le drammatiche condizioni sociali di tanta parte delle realtà meridionali.
Capitolo settimo: l’antimafiaL’impegno e il contrasto alle mafie rappresentano una priorità del programma della sinistra arcobaleno per avviare una stagione di forte discontinuità soprattutto nelle regioni del sud. Punti principali di questo rinnovato impegno sono:• Creazione di un Testo unico della legislazione antimafia, per armonizzare e garantiremaggiore organicità ad una materia così complessa e articolata• Una legge che permette di perseguire con efficacia gli intermediatori illegali delle armi• Una nuova normativa in materia di scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafioseper garantire il ripristino effettivo della legalità all’interno delle amministrazionicomunali e sostenere, anche con maggiori risorse finanziarie, l’azione dei commissariprefettizi.• Rafforzamento della normativa in materia di prevenzione delle infiltrazioni mafiosenella gestione degli appalti, a garanzia della trasparenza e della legalità nei contratti dilavoro, servizio e fornitura della Pubblica Amministrazione.• Rafforzamento degli strumenti di aggressione alle ricchezze delle mafie (ancheattraverso una razionalizzazione della legislazione in materia di patrimoni di mafia) ecreazione di un’Agenzia nazionale per la gestione e riutilizzo dei beni sequestrati econfiscati alla criminalità organizzata• Estensione dell’uso sociale dei beni confiscati ai delitti contro la PubblicaAmministrazione (ad es.

corruzione)• Adottare nuovi strumenti e rafforzare quelli previsti dalla legge n. 44/99 per unamaggiore incisività dell’attività delle associazioni antiracket .
PARTITO DEMOCRATICOIn Italia, migliaia di giovani calabresi hanno sfidato la mafia: “ora uccideteci tutti”. Esono italiani quegli imprenditori – industriali, commercianti, artigiani – che in Siciliarifiutano di pagare il pizzo ed espellono dalle loro associazioni chi continua a pagarlo.In Italia ci sono stati recentemente tre milioni e mezzo di cittadini che si sono messi infila per far nascere il PD.
Cittadini e imprese più sicure5. Adottare, nell’azione contro la criminalità organizzata, un approccio operativoorientato all’aggressione degli affari e dei patrimoni mafiosi. In questo ambito vannoattribuiti alla Direzione Investigativa Antimafia – che in futuro dovrà operare incollaborazione sempre più stretta con la Guardia di Finanza – nuovi e più incisivi poteriin materia di vigilanza sugli appalti pubblici. È necessario destinare personalespecializzato e risorse alle Questure e agli Uffici giudiziari per le procedure disequestro e confisca dei beni mafiosi.
La democrazia governanted) Contro le nomine clientelariLa normativa introdotta nel 1990 sulla ineleggibilità e la sospensione degli eletti condannati per reati gravissimi, come quelli connessi alla mafia, alle varie forme di criminalità organizzata, corruzione, concussione e così via – oggi limitata a Regioni e Enti locali – va estesa senza indugio anche ai parlamentari.
POPOLO DELLA LIBERTA’Nessuna ricorrenzaNel capitolo dedicato al Sud è scritto, ultimo di otto punti: contrasto alla criminalità organizzata; piano di emergenza per la sicurezza e la legalità.
LA DESTRANessuna ricorrenzaNel capitolo dedicato al Sud è scritto: I problemi da risolvere, riguardano, tra l’altro, la legalità e la sicurezza, la infrastrutturazione materiale ed immateriale: strade, aeroporti, ferrovie, università, formazione finalizzata, burocrazia moderna, competente, all’altezza dei tempi…
Nel capitolo dedicato alla sicurezza: vogliamo che lo Stato si impegni a risolvere due virulente piaghe sociali che stanno toccando la nostra terra, e che in ambiti territoriali diversi rappresentano una vera e propria sensazione di insicurezza per la nostra gente: il racket, che si percepisce molto di più nel meridione (con tutto ciò che comporta in termini di limitazione alle iniziative di impresa e radicamento della criminalità organizzata), e il fenomeno crescente dei furti e delle rapine, nelle case e negli esercizi commerciali, prevalente invece nel nord dell’Italia.

UDCNessuna ricorrenza
MOVIMENTO PER LE AUTONOMIEFIDUCIOSI NEL FUTURO PERCHÉ LIBERI DALLA MAFIAIl contrasto alla criminalità organizzata e la formazione di un piano sulla sicurezza sono le condizioni essenziali per giungere ad un effettivo controllo del territorio, presupposti indispensabili per creare opportunità di investimenti, di sviluppo, di portare avanti attività imprenditoriali.Vincere la mafia è possibile proseguendo sul terreno dei fatti concreti unendo le energie tra politica, società civile e amministrazione, diffondendo soprattutto tra i giovani la consapevolezza che il futuro di questa terra può essere immaginato senza la mafia.
Vi è in atto un inesorabile ripudio della mafia da parte di tanti onesti lavoratori e imprenditori. Occorre proseguire lungo questa strada che ha visto insegnanti, studenti e genitori protagonisti di significative iniziative di educazione alla legalità, e che necessita accompagnare con coerenti azioni politiche e provvedimenti amministrativi che siano da esempio e offrano trasparenza e controlli certi e concreti.Occorre incentivare e stimolare una politica per la promozione della legalità e della sicurezza che agisca sul campo della prevenzione culturale, sociale e della messa a disposizione di risorse che possano rendere i cittadini sicuri nell’esercizio dei loro diritti e doveri.Il terzo settore come finora dimostrato è alleato qualificato e affidabile per la serietà dei suoi componenti e la qualità delle sue iniziative.

Una sapiente azione di sussidiarietà deve aiutarlo a dispiegare sempre più le sue potenzialità e capacità di coinvolgimento di tutti i cittadini e di saper indicare obiettivi nuovi e coinvolgenti.
L’ATTUAZIONE DELLO STATUTO NELLE POLITICHE PER LA SICUREZZA DEI CITTADINIIl Presidente della Regione può essere soggetto attivo nella determinazione e valutazione delle linee di attuazione delle politiche in materia di sicurezza integrata, attraverso l’attuazione all’articolo 31 dello Statuto, con particolare riferimento alle linee politiche regionali per il contrasto alla criminalità, anche organizzata e di natura mafiosa, all’usura ed alle estorsioni. A tal fine si ritiene opportuna la istituzione della Conferenza regionale sulla sicurezza, per garantire un confronto e valutazione delle politiche locali in materia di sicurezza integrata. La Conferenza potrebbe essere composta dal Presidente della Regione e dovrebbe vedere la rappresentanza di Amministratori provinciali e degli Enti locali, e da rappresentanti diassociazioni quali l’ANCI, l’UNCEM, l’ANPCI, nonché vedere la partecipazione delle autorità provinciali e regionali di pubblica sicurezza, e di altri soggetti pubblici o privati anche associativi, interessati ai singoli oggetti in discussione.Nella medesima direzione si muove l’intendimento di costituire la Consulta regionale antiusura e antiracket al fine di valutare iniziative di promozione e solidarietà per contrastare la criminalità comune e organizzata e di valorizzare proposte legislative in materia di strumenti antiusura e antiracket.Per ultimo sarebbe opportuno realizzare il Museo regionale delle libertà civili e del progresso del popolo siciliano, quale luogo della memoria e del comune impegno al recupero delle libertà democratiche, unitamente alla istituzione di una unica Giornata regionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittima antimafia.
PARTITO SOCIALISTAnessuna ricorrenza, però nel capitolo sulla sicurezza è compresa la grande criminalità organizzata.

La sicurezza è un diritto alla base della convivenza civile. Sono le persone più deboli ad essere vittime della microcriminalità che va quindi contrastata senza indulgenza e disattenzione. A tale scopo, bisognerà assicurare una più razionale ed efficiente presenza delle forze dell’ordine sul territorio, investendo in nuove tecnologie, concentrando la vigilanza nelle aree di maggior rischio, ed evitando la duplicazione dei compiti. La grande criminalità organizzata, che esercita soprattutto il commercio della droga e il traffico di esseri umani, è un pericolo per l’ordine pubblico e un fattore di inquinamento della società e delle istituzioni. Su questo fronte si sono raggiunti importanti risultati ma non si deve attenuare l’impegno dello Stato.

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