Pdl-Pd, i programmi a confronto

Le riforme istituzionali a confronto // Il programma di governo della Pdl in una sintesi ragionata per punti. Sette punti cardine, per ribadire la linea dell’ultimo governo Berlusconi. Ma con una inedita prudenza in merito ai finanziamenti e alla compatibilità economica di bilancio. Quanto al raffronto con il programma del Pd, se sono cinque i punti in comune, ben 12 le divergenze.
• Programma basato su “7 missioni”, molto essenziale, per alcuni aspetti schematico, manca qualsiasi affermazione valoriale. Ciononostante, è annunciato come programma “di legislatura”.
• Viene riaffermata la validità delle politiche svolte nel quinquennio di governo Berlusconi. (E’ da lì che si ricomincia, come se i venti mesi di governo Prodi non fossero esistiti)
• Molto prudente sulle compatibilità economiche di bilancio.
• Il programma è per molti versi simile al programma del PD (entrambi per riduzione tasse; diminuzione della spesa, ma non quella sociale; flexicurity, non citata però esplicitamente dal PdL; interventi a favore dei redditi; sanità).
• I buchi neri del PdL appaiono essere l’assenza a qualsiasi riferimento di politica estera (ma dove mettiamo l’Italia nel mondo?) e la mancanza di un generale riferimento all’Europa (se non in chiave difensiva/rinazionalizzazione: dazi e quote commerciali, contro immigrazione, meno regolamentazione comunitaria).

Il vice presidente della Commissione europea Franco Frattini, che in questi giorni ha invocato pubblicamente “più Italia in Europa”, non ha nulla da dire in quanto candidato di spicco del PdL? Non si trova leggermente a disagio?
1. Politica economica – il programma è molto prudente per quel che riguarda l’attuazione di queste politiche tenendo conto della situazione incerta della finanza pubblica (e anche del contesto internazionale). Rimane vaga la copertura finanziaria – come per PD.
- Promette di ridurre le tasse (e di comprimere la spesa pubblica non sociale) – come il programma PD.
- Le risorse dovrebbero derivare da un piano straordinario di 5 anni fondato sulla valorizzazione del patrimonio pubblico e in particolare di quello locale.
- Si affida al federalismo fiscale
- Stima che queste operazioni possano dare minore spesa pubblica per 1 di PIL (circa 12-15 mld) e maggiore crescita per 1 punto di PIL.
Obiettivo è rilanciare lo sviluppo/la crescita (missione 1) –come PD
- Viene prevista una significativa azione sulla parte fiscale/lavoro -straordinari e ultima mensilità, mentre PD insiste solo su salari legati a produttività); sulle infrastrutture (riproposta la Legge Obiettivo e le Grandi Opere); su nuove fonti di energia (anche nucleare, in termini di partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima generazione? Ma questi non necessariamente li facciamo in Italia); sulle telecomunicazioni (banda larga);
- è prevista la riforma degli studi di settore, che potrebbe significare una sanatoria di tutti i pasticci che hanno caratterizzato il tentativo di sconfiggere l’evasione fiscale di queste categorie;
- è riproposto il dualismo Malpensa / Fiumicino, causa dei problemi attuali del sistema aeroportuale;
- si sostiene la necessità di liberalizzazioni (servizi pubblici e privati; liquidazione società pubbliche non essenziali; difesa dei consumatori).

Il PDL ha avuto già 5 anni per fare tutto ciò: dal 2001 al 2006. Risultato: ZERO! Governo Prodi ha fatto meno di quello che avrebbe voluto, ma ha cominciato a fare, a passare dalle chiacchiere ai fatti, e in 20 mesi. Il governo Veltroni continuerà a fare. La destra è la forza delle corporazioni, parlano di liberalizzazioni ma non sono credibili. Non ce l’hanno nel DNA;
- nel capitolo sulla politica energetica non vi è nessun accenno all’obiettivo 20/20/20 quando si parla di energie rinnovabili o all’efficienza energetica. E’ solo una mera elencazione. Niente sulla necessità di ridurre le emissioni. Anche sui rigassificatori, servizio minimo. Così pure sui rifiuti. Nessun accenno ad una politica di approvvigionamenti energetici, a separazione di reti.
- per i prodotti italiani : sostegno al made in Italy, con dazi e quote + certificazione obbligatoria made in e indicazioni geografiche. Ma nulla su promozione. Si torna ad una visione puramente protezionista del commercio internazionale in un modo oramai fortemente globalizzato. Da domandarsi cosa ne pensano Montezemolo e Marcegaglia di questa pericolosa involuzione…
2. Lavoro e welfare
- viene confermata la legge Biagi e il suo completamento con la riforma degli ammortizzatori sociali, sulla base del Libro Bianco di Biagi;
- obiettivo della piena occupazione è affidato alla progressiva stabilizzazione del rapporto di lavoro (concetto di flexicurity, che non viene citata);
- promozione della previdenza complementare + aumento delle pensioni basse;
- nessuna politica specifica per le donne.
3.

Famiglia (missione 2)
• La famiglia è al centro del programma, afferma il PDL. Si sottolinea che per famiglia si intende “la comunità naturale fondata sul matrimonio tra uomo e donna”. Mentre sappiamo che per “famiglia” dovrebbero intendersi, varie fattispecie distinte: famiglie ricomposte, monoparentali, persone sole o convivenze fra familiari, coppie di fatto, comprese quelle fra persone dello stesso sesso. Per la “famiglia ideale” di Berlusconi, ma solo per questo modello di famiglia (vale anche per i divorziati risposati??), sono previste varie misure: meno tasse, migliori servizi sociali, mettere i giovani in condizione di costruire il loro futuro.
- azione molto incisiva sul lato fiscale (via ICI per tutti; abolizione tasse successioni e donazioni (reintrodotte da Prodi); diminuzione (graduale) della pressione fiscale sotto il 40%. Ma quanto costa tutto questo ? Come viene coperto ?;
- contro l’evasione, riproposte misure di Berlusconi, cioè soppressione delle misure decise dal Governo Prodi che hanno consentito il recupero fiscale di 40 miliardi stimati;
- piano casa + riduzione costo dei mutui + stabilizzazione agevolazioni fiscali su ristrutturazioni;
- viene reintrodotto il bonus natalità (il PD propone la cosiddetta dote) e proseguite le azioni su asili nido (ma senza “target” come nel programma del PD. Obiettivo previsto nella strategia di Lisbona);
- piano disabili (più incerto di quello del PD);
- libertà di scelta tra scuole pubbliche e scuole private
- molta attenzione al terzo settore con micro misure (i.e.

stabilizzazione 5 per mille);
- le azioni sui giovani sono soprattutto micro interventi (attenzione a due proposte: totalizzazione periodi contributivi e promozione di un sistema di mutue per assistenza sociale e sanitaria in caso di non lavoro)
4.Giustizia e sicurezza
I programmi coincidono:
1) INTERCETTAZIONI: entrambi prevedono, a tutela dei diritti fondamentali del cittadino, il divieto di pubblicazione e diffusione del contenuto, con aggravamento delle sanzioni in caso di violazione, fermo restando il riconoscimento della loro necessità nelle indagini sui reati più gravi (come del resto prevede l’art. 266 cod.proc.pen);
2) COMPLETAMENTO RIFORME GIA’ INIZIATE: entrambi i programmi si propongono di concludere le rispettive riforme per accelerare i tempi della giustizia;
3) CERTEZZA DELLA PENA: stesse previsioni nei due programmi, con analoghe proposte di inasprimento di pene per alcune categorie di reati;
4) FAMIGLIA: il PDL vorrebbe istituire un Tribunale della famiglia per garantire i diritti fondamentali del nucleo familiare, il PD vuole favorire la specializzazione dei magistrati nel settore dei diritti fondamentali, tra cui famiglia e minori;
5) COMPOSIZIONE EXTRAGIUDIZIALE LITI: entrambi propongono di incentivare il sistema per alleggerire i tribunali e ridurre i tempi.
I programmi divergono:
1) MAGISTRATI: il PDL propone la distinzione delle funzioni e una riforma anche costituzionale della responsabilità dei magistrati.

Il PD punta solo sulla specializzazione dei magistrati e tace sul resto;
2) SPESE: aumento delle risorse per maggiori investimenti, secondo il PDL, soprattutto per la costruzione di nuove carceri; il PD invece, considera le spese come una voce in entrata e punta sul recupero delle pene pecuniarie e dei beni confiscati. Stanno per essere pubblicati i risultati di un’apposita commissione di studio istituita dal Min. giustizia, per verificare gli strumenti per il più celere recupero possibile;
3) UFFICI GIUDIZIARI: il PD propone misure specifiche per dare più efficienza all’apparato amministrativo, con particolare riguardo al rafforzamento degli strumenti telematici, alla riorganizzazione delle cancellerie, alla creazione di un ufficio per il processo, mentre il PDL sul punto è vago e generico, limitandosi a indicare la necessità di più investimenti nell’amministrazione della giustizia quotidiana.
4) TEMI SPECIFICI: il PD propone a) lo sviluppo delle iniziative necessarie alla creazione di un codice civile europeo; b) l’approvazione del ddl contro lo stalking e l’omofobia; c) il riconoscimento del diritto inalienabile del paziente al consenso ai trattamenti sanitari; d) il riconoscimento dei diritti e delle facoltà dei conviventi.
5). DIRITTI CIVILI E ETICA
- non vi è nulla, salvo l’esclusione di ogni ipotesi di legge per pratiche simili a eutanasia e il rilancio del ruolo di prevenzione e assistenza dei consultori pubblici e privati per garantire credibili alternative all’aborto per la gestante in difficoltà.
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lle nomine dei manager (merito e qualificazione professionale) –come programma PD;
- riforma della legge Basaglia;
- attuazione legge contro le droghe e rafforzamento delle azioni di recupero e prevenzione.
7). AMBIENTE
- sì alle nuove tecnologie, ai rigassificatori, alle energie rinnovabili;
- introduzione 5 per mille ambientale;
- Legge Obiettivo per ambiente.
8). CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITA’
- Questa parte del programma, come quella del PD, appare molto debole e generica. In questo caso di riprende il programma delle 3 i, si sottolineano gli elementi di merito (sia per studenti sia per insegnanti) si incentiva la concorrenza tra scuole e atenei.
- In generale appare deludente.
9). TV
- sui media, silenzio, se non per richiamarsi alle “regole europee”, come se ci potessimo sottrarre. Siamo davvero al comico: Berlusconi che parla di pluralismo nel settore dei media.
10). MEZZOGIORNO
- infrastrutture al centro delle scelte della politica economica anche mediante “leggi obiettivo speciali”;–come per il PD;
- utilizzo fondi comunitari;
- Banca del Sud;
- creazione di “zone e porti franchi” (per i porti franchi è impossibile, per le zone franche nei limiti già definiti dal Governo Prodi)
Certamente più sviluppato del programma del PD ma rimane vago
11. PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
- piano di riorganizzazione e digitalizzazione (come Governo Berlusconi)
12. DEMOCRAZIA E POLITICA
- promozione del federalismo, a partire dal federalismo fiscale

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