Lettera ai soci

Cara socia, Caro socio di Libertà e Giustizia,
sono bastate poche ore perché la crisi del governo Prodi cambiasse radicalmente non solo la storia politica del nostro Paese ma anche l’orizzonte delle attività di Libertà e Giustizia. Poche ore durante le quali la CdL si è assunta la responsabilità di riportare il Paese alle urne con la ingiusta legge elettorale escogitata a suo tempo per incentivare la ingovernabilità del Paese e cancellare ogni possibilità di scelta e di decisione del cittadino elettore. Da subito, ci siamo impegnati per contrastare questo esito, o perlomeno, per rendere consapevole tanta parte della cittadinanza della assurda e interessata caparbietà della destra italiana. Per la seconda volta da quando è nata, LeG affronta durante la competizione elettorale il gravoso impegno di parlare ai suoi amici e sostenitori con parole che aiutino a capire il panorama politico. Nella primavera del 2006 l’associazione fu coinvolta, come ricorderete, soprattutto a organizzare la campagna per il “NO” al referendum sulla pericolosa riforma della Costituzione. E i nostri sforzi furono premiati in una giornata di giugno che vide più italiani schierati sulla difesa della Carta di quanti avessero votato per il centrosinistra, qualche settimana prima. Oggi i problemi sono certamente non meno gravi, e assolutamente imprevedibili non solo l’esito del voto, ma anche gli sbocchi istituzionali che ne deriveranno. Di fronte alla delusione che tutti noi proviamo, rispetto all’obiettivo mancato di una politica che segnasse un capitolo nuovo e aiutasse il Paese a modernizzarsi con un processo trasparente e coraggioso, alle troppe promesse non mantenute dal governo “amico”, non possiamo consentirci di tirare i remi in barca ma dobbiamo invece cercare con ostinazione le occasioni per un impegno autonomo e propositivo della società civile.

Dobbiamo uscire dalle tentazioni della delusione e della rassegnazione per essere ancora una volta in prima fila, in maniera autonoma e libera, nel porre richieste pacate ma ferme sulle liste dei candidati (che anche questa volta saranno scelti dalle segreterie dei partiti), sulla chiarezza del programma con cui in particolare il Pd al suo debutto si presenterà, sulle possibili alleanze future.C’è sempre più bisogno di LeG, della nostra storia passata, delle nostre idee per il futuro, della nostra possibilità di incidere sui processi della politica. Anche per queste ragioni, perché si tratta di indicare e rafforzare quei punti di riferimento che Gustavo Zagrebelsky chiama il “mito fondativo” della Repubblica, LeG sta concentrando energie e sforzi organizzativi e intellettuali sulla scelta della Formazione di tutti, a partire dai più giovani. La scuola nazionale di Libertà e Giustizia diretta da Salvatore Veca a Pavia, che è già alla sua seconda edizione, ha spinto i circoli di LeG a costituire nuove “succursali”. Sono al via la scuola di Modena sulle politiche pubbliche di genere e quella di Siena sulle attualissime politiche per la felicità. Si sta lavorando anche a ulteriori corsi sulle politiche della Salute e della Educazione sempre a Pavia. Stiamo anche organizzando per settembre una Summer school, coordinata dal circolo della Calabria, quattro giorni dedicati al tema del Mezzogiorno oltre il vincolo della criminalità organizzata.Sta nascendo così una vera e propria rete di centri culturali e didattici con maestri qualificati e dedicati a questo impegno al servizio di tutta la comunità nazionale, contribuendo così concretamente alla formazione di una classe dirigente e di amministratori competenti e responsabili.

E’ un obiettivo ambizioso ma tale da mettere LeG nella posizione più adatta a rispondere a quell’idea fondante e ancora così attuale dell’associazione come “anello mancante” tra la società e la politica.La formazione non si esaurisce nelle scuole. Cerchiamo di dare ai nostri sostenitori tutti gli elementi necessari a orientarsi in materie di fondamentale importanza, sia quotidianamente attraverso l’aggiornamento del sito internet dell’associazione, sia con l’attività dei circoli. Questi ultimi si impegnano nell’organizzazione di incontri e dibattiti pubblici sui temi caldi della politica, con al primo posto la discussione sulla laicità, sui temi “etici”, sulla legalità, sulle riforme elettorali e istituzionali. Prima dell’appuntamento annuale dell’assemblea dei soci, vi invitiamo a partecipare al seminario di Libertà e Giustizia che quest’anno si svolgerà a Viareggio in aprile, con al centro delle relazioni la questione sempre più attuale delle laicità. “Laicità: i suoi maestri” è il titolo attorno a cui sono chiamati a discutere alcuni importanti maestri del nostro tempo, quali Gustavo Zagrebelsky e Gennaro Sasso, affinché ci diano prospettive che escano dalla opprimente banalità del dibattito politico.Una nuova fase difficile ci aspetta: dobbiamo avere la capacità di intervenire con proposte, critiche e suggerimenti in tempi brevissimi.

E nello stesso tempo, guardare più in là, ai giovani a cui trasmettere parole di incoraggiamento e di conoscenza. Le scuole di formazione vivono in parte di vita propria sia per la generosità delle istituzioni universitarie che ci ospitano (primo fra tutti il Collegio Ghislieri a Pavia), che per quella degli insegnanti. Ma come sempre abbiamo bisogno dei vostri consigli e del vostro fondamentale sostegno economico per fare vivere Libertà e Giustizia e i suoi ambiziosi progetti, l’ampliamento della rete formativa, l’organizzazione di dibattiti in tutto in Paese, la promozione di campagne di sensibilizzazione, l’arricchimento continuo del sito.
Grazie a nome di tutta l’associazione.

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