La nuova ragione

Ci spiegava Gustavo Zagrebelsky discutendo dei presupposti della democrazia, che il bello del dialogo, così come lo intendono anche gli antichi maestri, è la possibilità di esser convinti dall’altro, di cominciare una discussione con un’idea in testa e di uscirne con un’altra perché il tuo dialogante ti ha convinto. E uscirne addirittura con gioia e non con risentimento o rimpianto.
Dal momento che in questi giorni si parla molto di nuova stagione e stagione del dialogo e a parlarne è soprattutto il leader del Pd Walter Veltroni credo che di quell’atteggiamento indicato dal presidente emerito della Corte Costituzionale si debba tener conto e ragionare politicamente su quali punti, su quali temi i democratici si potrebbero dire pronti a lasciarsi felicemente convincere dall’attuale opposizione.
Certo sarebbe preferibile trattare con forze che si sentono assolutamente interne all’antico arco costituzionale: sarebbe rassicurante per tutti non immaginare di dover sedere al tavolo con personaggi alla Storace che sempre più inclinano verso sponde di tipo fascista e di destra radicale. Ma sarà possibile?
Me lo chiedo mentre aspettiamo con ansia che Silvio Berlusconi (che a Storace sta dando più di una benedizione politica) decida se rispondere o meno all’invito di Veltroni. Fino ad ora egli si è sottratto al confronto col nuovo corso del Pd, adducendo la spiegazione che tanto il governo era sul punto di andarsene a casa.

Per ora è stato smentito dai fatti e questo sta portando molti osservatori politici a pensare che il cavaliere e non Prodi si stia avvicinando a un traguardo. Chiedo: ma sarà vero? Quante volte Berlusconi è stato dato per esaurito e invece la straordinaria irragionevolezza degli italiani ha continuato a dargli fiato…
Nell’attesa di affrontare la nuova stagione, prendiamo atto che qualcosa di nuovo è già accaduto, in questo paese. La politica ha trovato una spinta per smuovere la palude in cui sembrava ingolfata, il sistema sta trovando la fantasia e l’energia per rimettersi in gioco. Nel nome della nuova legge elettorale e di alcune riforme importanti il clima, forse, sta cambiando. Adesso sarebbe importante che i protagonisti della politica di centro sinistra procedessero imponendo serietà e responsabilità a tutti i loro rappresentanti e non deludessero la richiesta di unità, di trasparenza e partecipazione che tanti hanno evocato andando a votare il 14 ottobre. Alla piazza che Berlusconi ha convocato per imporre le elezioni anticipate, con questa legge elettorale, sarebbe davvero nuovo che un grande schieramento rispondesse andando avanti per la strada della nuova ragione. Con un po’ di serenità e alla luce del sole.

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