Addio Enzo Biagi, maestro di libero giornalismo

Enzo Biagi è morto poco dopo le otto alla clinica Capitanio di Milano, dove era ricoverato da una decina di giorni.Al momento del decesso del popolare giornalista e scrittore c’erano al capezzale le due figlie Bice e Carla, arrivate stamattina presto alla Clinica privata Capitanio di Milano, dove Biagi era ricoverato da oltre una settimana.
Il 9 agosto, in occasione del suo 87mo compleanno aveva detto: “La vita mi ha insegnato che nessuno merita di essere invidiato, almeno secondo me che di potenti ne ho conosciuti parecchi. Per il resto, questa non è l’età della speranza ma dei ricordi. E io per fortuna ne ho tanti”. Ieri sera, al momento di salutare le figlie che da una settimana lo assistono al suo capezzale, Biagi ha detto loro: “Ho tanto bisogno di voi”. A dare la notizia della morte di Biagi è stato il medico Giorgio Massarotti: “Per incarico della famiglia, con estremo dolore, annuncio che il dottor Biagi si è spento con serenità”.
Nato nell’agosto del 1920 a Pianaccio di Lizzano in Belvedere, l’anziano giornalista era ricoverato da venerdì 26 ottobre nella clinica privata milanese, per accertamenti di routine. Successivamente, si era resa necessaria una degenza più lunga per subentrate complicazioni. Nella mattinata di venerdì le condizioni di Biagi si erano aggravate, poiché ai problemi cardiaci si erano aggiunti problemi renali e polmonari. Ma anche questa ennesima crisi era stata superata “combattendo come un leone”, come avevano riferito le figlie.

Nelle ultime ore, però, la situazione era tornata nuovamente ad aggravarsi. La figlia Bice, parlando degli ultimi mesi di vita del grande giornalista, ha detto: “La vita gli ha dato l’ultimo regalo, in fondo, perché pochi mesi fa ha potuto riprendere il lavoro che aveva fatto per tutta la vita”. Davanti alla camera ardente, tocca sempre a Bice confermare le ultime volontà di Enzo Biagi: “Lo portiamo nel posto da dove, come lui diceva, Non sono mai partito”. I funerali si terranno giovedì a Pianaccio, il paesino dell’appennino bolognese dove il giornalista è nato e dove sono sepolte anche la moglie e una delle figlie, Anna.

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