“La Costituzione va difesa e aggiornata”

Raccolgo volentieri l´appello rivolto ai candidati alla guida del Pd da Franco Bassanini e altri autorevoli intellettuali. Innanzitutto, ribadisco il pieno riconoscimento del Pd nei valori e nelle istituzioni sanciti dalla Costituzione. Ciò significa anche preservare la Carta da modifiche partigiane a colpi di maggioranza. In questa prospettiva l´elevamento dei quorum dell´art. 138 può risultare particolarmente opportuno.Difendere oggi la Costituzione significa però essere anche consapevoli della necessità di un suo aggiornamento: ciò vale sicuramente per la seconda parte. Bisogna riformare la legge elettorale, rafforzare i poteri di indirizzo politico del premier, rendere più celere il procedimento legislativo, eliminando il bicameralismo perfetto e affidando al Senato compiti di rappresentanza e garanzia del sistema delle autonomie. Bisogna poi attuare una più razionale distribuzione di competenze tra Stato, regioni ed enti locali, eliminando sovrapposizioni e poteri di veto e, allo stesso tempo, assicurando alle autonomie, con un buon sistema di federalismo fiscale, le risorse necessarie allo svolgimento delle loro funzioni.Ma se vogliamo anche esaltare i valori della prima parte della Costituzione, dobbiamo essere capaci di farli vivere nella legislazione e nelle politiche pubbliche, e magari di aggiornarli, con l´affermazione dei diritti delle generazioni future, la protezione delle risorse comuni, a cominciare dall´ambiente, il riconoscimento del principio di concorrenza, la garanzia dei diritti dei consumatori.Mi preme molto anche il tema dei rapporti tra politica ed economia, sfere che devono restare separate.

Al riguardo, il Pd potrebbe adottare un apposito codice etico.Sulla base di queste preoccupazioni, ho promosso e sostenuto le liberalizzazioni portate aventi dai governi di centrosinistra, fino a quelle varate in questo anno e mezzo dall´esecutivo Prodi. Va nella stessa direzione il disegno di legge – al quale ho lavorato in prima persona – di riforma delle autorità indipendenti.In questo contesto, diventa finalmente possibile anche ridurre i costi della politica. Mi auguro che, proprio quando il Parlamento discuterà delle pensioni degli italiani, anche la mia proposta per eliminare i privilegi pensionistici dei parlamentari, sul modello europeo di un fondo su base volontaria, trovi adeguato spazio.A livello locale incominciano a dare i primi frutti i provvedimenti adottati dal governo Prodi; così come sono già molti a livello statale gli enti pubblici e le commissioni inutili cancellati o ridimensionati. Ma abbiamo bisogno che siano rapidamente approvate anche le proposte di riduzione del numero dei parlamentari e di complessiva lotta a sprechi e privilegi. Soltanto se avremo concreto coraggio riformista il Pd potrà combattere con successo le sue campagne, riaffermando il valore e la dignità della politica.

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