Confermata la corruzione giudiziaria nella vicenda Mondadori

Gli articoli di D’Avanzo e Travaglio sulla sentenza.Con decisione del 13 luglio u.s. la Corte di Cassazione ha confermato definitivamente la sentenza di appello che ha condannato il giudice Metta e gli avvocati Previti, Acampora e Pacifico per corruzione in atti giudiziari, con riferimento alla controversia per il controllo della casa editrice Mondadori, svoltasi nell’ormai lontano 1991. Come qualcuno ricorderà, la controversia ebbe come protagonisti Silvio Berlusconi e la Fininvest, da un lato, e l’ing.De Benedetti e la CIR, dall’altro. Oggetto era il controllo di una casa editrice che, all’epoca, aveva al suo interno, oltre ai periodici storici quali Panorama ed Epoca, anche l’intero Gruppo Espresso. Una decisione arbitrale del giugno 1990 aveva assegnato il controllo della Mondadori a CIR, ritenendo la validità dell’accordo concluso tra la stessa e la famiglia Formenton, con il quale questi ultimi si erano impegnati a trasferire le loro azioni a CIR; in realtà le stesse azioni furono dai Formenton vendute a Fininvest, in violazione dell’accordo di cui sopra: ne nacque un contenzioso dapprima arbitrale – concluso in favore di CIR, come si è detto – e quindi giudiziario, assegnato alla Corte d’Appello di Roma, relatore Metta.

La sentenza Metta, che travolse la decisione arbitrale e determinò il consolidamento del controllo di Fininvest sulla casa editrice, è stata giudicata – con sentenza definitiva – frutto di corruzione, posta in essere dagli imputati su mandato di Fininvest. Il processo ha conosciuto un iter estremamente travagliato: gli imputati, sostenuti dal potere politico e mediatico di Berlusconi, hanno per moltissimi anni posto in essere tutte le strategie possibili al fine di sottrarsi ad una decisione finale: istanze di rimessione e di ricusazione dei giudici si sono succedute in tutti gli stadi del processo, persino in Cassazione; leggi ad hoc sono state ripetutamente approvate dal Parlamento italiano, nella scorsa legislatura, al fine di porre nel nulla questo processo, insieme ai paralleli processi IMI-SIR e SME: si ricorderanno – tra le altre – le leggi sulle rogatorie, sull’abbreviazione della prescrizione, sull’immunità delle alte cariche dello Stato. Sul piano mediatico, una impressionante campagna di diffamazione contro i magistrati e le parti civili e di disinformazione nei confronti dei cittadini è stata posta in essere al fine di dipingere gli imputati ed i loro mandanti come dei perseguitati politici.Per questo, pur dopo tanti anni, il fatto che il sistema giudiziario abbia saputo pervenire ad un accertamento definitivo della corruzione Mondadori rappresenta una vittoria – oltre che delle parti civili e dei cittadini che credono che la competizione tra imprese debba svolgersi con mezzi leciti – di tutti i magistrati onesti di questo paese.

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