Libertà e Giustizia: Partito democratico e referendum

Una lettera di orientamento per i circoli e per i soci di Leg è stata preparata durante un incontro, avvenuto a Milano il 10 luglio, tra la presidenza e i garanti di Leg.Dopo il grande impegno di Libertà e Giustizia nel referendum del giugno 2006, che ha bocciato con 15 milioni e mezzo di no la costituzione di Berlusconi, Leg ha scelto di seguire con attenzione e impegno la nascita del Pd. Leg ha partecipato alle riunioni con altre associazioni e con i partiti promotori, ha assistito ai congressi di scioglimento di Ds e Dl e ha incalzato con proposte, idee e un decalogo di valori, le varie tappe di formazione del Pd, considerandolo una importante occasione di rinnovamento dei contenuti e dei protagonisti della politica italiana. Rispetto alla situazione attuale i garanti si sono trovati d’accordo nel sostenere che LeG deve continuare la sua funzione critica e di anello di raccordo tra società civile e partiti senza perciò confluire e sciogliersi nel Pd. Ai circoli e ai soci che fossero interessati a candidarsi o a partecipare attivamente alla formazione dei Comitati locali, pur non scoraggiando il sostegno alle situazioni di forte rinnovamento dell’organizzazione e dei contenuti della politica, LeG “consiglia” di farlo a titolo personale, cioè non impegnando direttamente l’associazione. In vista delle primarie del 14 ottobre, insieme ai propri garanti, LeG organizzerà dibattiti, discussioni sul Pd e i suoi candidati.Referendum elettorale: riconoscendo l’ovvio valore democratico della raccolta delle firme ed essendoci nell’associazione posizioni e orientamenti a sostegno o meno dei quesiti referendari, LeG si impegna ad offrire ai circoli e ai singoli soci che ne siano interessati, la documentazione più ampia ed onesta, sulle reali conseguenze della legge che risulterebbe con la vittoria dei sì.

L’attività e la mission di LeG, come da statuto, continua anche nei prossimi mesi sui temi di fondo della legalità, della trasparenza della politica, della modernizzazione del Paese, delle riforme elettorali e istituzionali e della formazione politica dei giovani, attraverso i nuovi corsi della scuola di Pavia.

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