Partito democratico, Prodi: “Serve un segretatio forte”

“Il 14 ottobre coloro che andranno a votare eleggeranno il segretario nazionale del Partito democratico”. Romano Prodi scioglie le riserve sull’elezione del segretario del nuovo partito. Spiega che le liste presentate per l’elezione dell’Assemblea Costituente, “si collegheranno a un candidato per la segreteria nazionale”.Caduta anche l’ipotesi dello speaker o del coordinatore: “Voglio esser chiaro, si è fatto riferimento a me e al mio ruolo. Ma non ci sono dubbi: il Partito Democratico dovrà avere un segretario forte. Ci siamo detti che vogliamo un partito federale. Bene. Così deve essere. Dovrà essere un partito aperto: giovani e donne. E deve miscelare le culture di provenienza”. Recita un articolo del regolamento: “il presidente Romano Prodi subito dopo le primarie del 14 ottobre convocherà l’assemblea costituente e ne assumerà la presidenza”. Quindi non si potrà candidare alla segreteria del nuovo partito.Quello trovato è “un accordo completo sul fatto di svolgere questa consultazione per creare il nuovo Partito democratico», prevedendo “prima di tutto una larga possibilità di partecipazione di liste. Basteranno 100 firme – prosegue ancora – per poter presentare una lista in uno dei 475 collegi che avremo in Italia”. Il presidente del Consiglio ha inoltre aggiunto che “le liste si collegheranno a un candidato per la segreteria nazionale”. “Circa le modalità e i particolari li dovremo ancora affinare ma – aggiunge ancora – siamo proprio ai particolari perchè ormai la direzione generale è stata già presa”.

A tal proposito “entro pochi giorni – conclude Prodi – tutti i dettagli del regolamento su come si andrà a votare, entro quando presentare le candidature”. Quanto al rapporto tra il Pd e il Governo, Prodi garantisce: «Non penso che il Governo verrà indebolito. Al contrario: un Governo serio ha bisogno di un partito serio alle spalle». La seconda riunione del Comitato dei 45, dunque, entra nel vivo delle questioni sul tavolo, prima fra tutte l’elezione del leader del Pd, dopo le polemiche degli ultimi giorni su modalità, luoghi e tempi della sua investitura. Dalla riunione di oggi dovrebbe uscire la decisione che ogni lista che sarà presentata per eleggere i delegati all’Assemblea costituente del 14 ottobre dovrà essere collegata ad un candidato leader. Da qui, discenderebbe il fatto che l’ultima parola spetterà poi alla Assemblea, in quanto i candidati dovrebbero essere più di uno. Del resto, ad auspicare una “competizione trasparente” era stato lo stesso Prodi che, circa due settimane fa aveva affermato: “La politica è gara. Io vorrei che il 14 ottobre si vada a un voto su liste diverse, plurali, una gara effettiva e senza nessun posto prenotato”.

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