Crisi della politica? Discutiamone

Oramai il dibattito politico investe in pieno il problema della crisi del palazzo. La discussione è partita proprio dai politici. Il primo ad alzare il velo era stato infatti Massimo D’alema. “La scarsa fiducia travolgerà il Paese, penso alla fine della Prima Repubblica. Anche i sindacati hanno perso slancio, tutelano interessi di natura particolare”, è il grido d’allarme lanciato dal ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, in un’intervista al Corriere della sera.
Arturo Parisi, il padre del’Ulivo, rilancia dalle pagine del quotidiano di Torino, La Stampa: “Le mie denunce al congresso della Margherita non possono non averle sentite, né notato la mia assenza all’Assemblea federale. Eppure hanno preferito continuare col metodo dei listoni a tavolino a dispetto di ogni norma, regolamento e statuto. Il tutto, per di più, dopo un itinerario, aggiunge un pizzico di veleno il professore, “fondato su un tesseramento irregolare come mai era capitato in passato”.
Si aggiungano i timori di Veltroni: “Le persone non ci capiscono più se non sappiamo toccare le vite vere”; lo scetticismo di Salvati: “Però rispetto ai ‘90 non vedo imprenditori del populismo come furono Bossi o il Cavaliere”; l’affondo di Asor Rosa: “L’Antipolitica non esiste in sé, ma nasce dalla cattiva politica”.

Bertinotti condivide l’allarme di D’Alema, anche se dice “non si ripetono mai i tornanti ella stessa forma”.
E voi, cosa ne pensate? La politica e i partiti sono davvero in crisi? E’ colpa del sistema o della classe politica? O, forse, di tutti e due? E cosa si può fare, a questo punto? Discutiamone nel blog dal titolo: Crisi della politica?

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