Palermo-Endemol, due campanelli d’allarme

Due campanelli d’allarme in un giorno solo possono fare un rumore assai fastidioso anche se non proprio assordante. E i destinatari di tali avvisi faranno bene a non sottovalutarli o a rispondere semplicemente: era tutto scontato. Forse non era così scontato che nel giro di 24 ore Berlusconi incassasse il 54,4 per cento di Palermo e con l’acquisto di Endemol infliggesse un colpo durissimo alla Rai, controllandone di fatto i programmi più popolari. E comunque, il centro sinistra deve adesso registrare che la strategia di attacco di Berlusconi è tuttora in corso, che essa probabilmente piace a una gran parte dei nostri concittadini, che lungi dall’esserne intimoriti, ne rimangono incantati.
Palermo dunque: la sconfitta era scontata si dice, anzi rispetto alla volta precedente qualcosa in più si è guadagnato. Può darsi. Ma la storia delle elezioni di Palermo dovrebbe invitare anche a riflettere sugli errori che sono stati fatti per trarne lezioni utili altrove. Penso, ad esempio, alla paura diffusa generata nella gente dal confuso sproloquio sulle pensioni. Penso ad esempio all’immagine di questo partito nuovo che stenta a nascere in modo nuovo. Penso al disorientamento dei laici cattolici e non sui contrasti tra ministri, penso al rinnovamento tradito e via dicendo. Ci sono stati brogli, c’è un rigurgito di alleanze mafia-politica? Ebbene, cosa ha fatto il centro sinistra in questi mesi per combattere sul serio la criminalità organizzata e per diffondere il dovere-valore della legalità ? E’ cominciata da qualche parte quell’opera di risanamento morale del Paese che fu uno dei motori del grande movimento anti Berlusconi degli anni scorsi?
E cosa è stato fatto davvero per regolare con norme serie (e liberali) lo strapotere del Grande Fratello?
Dunque i due campanelli d’allarme ci confermano che non basta governare bene o governare meglio per vincere.

Serve altro, insieme: unità, compattezza, generosità, intelligenza, competenza, serietà. Fra dieci giorni avremo la tornata importante di elezioni amministrative: non un test nazionale? Varrebbe la pena che i ministri ci pensassero bene prima di dispensare ogni giorno ricette personali sui “tesoretti”, sugli scalini e sullo scalone, sulle questioni etiche che tanto dividono e intimidiscono.
Un’ultima considerazione: consci che gli anni di Berlusconi sono dietro di noi ma non tramontati, forse sarà il caso di affrontare al più presto alcuni nodi anche istituzionali che potrebbero mettere al riparo da nuove sciagure la nostra Repubblica. Penso alla legge elettorale che va assolutamente riformata (evviva il ritorno al Mattarellum con una legge di poche righe!) e anche alla riforma dell’articolo 138 della Costituzione, per mettere in sicurezza la nostra Carta, e impedire a una qualunque maggioranza di governo di stravolgerla …Insomma, due campanelli d’allarme che il centro sinistra non può permettersi di ignorare.

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