Processo Sme, Berlusconi assolto per non aver commesso il fatto

Era accusato di corruzione in atti giudiziari e, assolto in primo grado, era rimasto l’unico imputato del processo d’appello a Milano. Ora Silvio Berlusconi è stato assolto. Dopo una camera di consiglio di più di tre ore, i giudici della seconda corte d’appello hanno deciso: “non ha comesso il fatto”. La procura generale lo scorso 26 marzo aveva chiesto una condanna a cinque anni di reclusione; nell’ultima arringa, la difesa, rappresentata da Nicolò Ghedini e Gaetano Pecorella, ha sollevato il dubbio: “Dopo quello che avete sentito in aula sul teste Ariosto, esiste l’incrollabile certezza che Berlusconi abbia corrotto dei giudici? Avete un’incrollabile convinzione sulla responsabilità di Berlusconi?”.
I giudici della seconda corte d’appello hanno assolto Silvio Berlusconi dall’accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest sono finiti al giudice Squillante attraverso Cesare Previti. Per questo capo d’accusa l’assoluzione, in base all’art.530 comma 2 (la vecchia formula dell’insufficienza di prove) è nel merito per non aver commesso il fatto. In primo grado Berlusconi per questo campo di imputazione era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche. Per quanto riguarda invece il capo di imputazione sui 100 milioni di lire passati dal conto di Pietro Barilla al giudice Squillante, i giudici hanno confermato l’assoluzione come in primo grado perché il fatto non sussiste.

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