Legge elettorale, una riforma difficile

Cari Amici,Confidando nella Vostra preziosa ed attiva partecipazione, consentitemi qualche parola per spiegare perchè il nostro circolo ha inteso riprendere il proprio cammino con un incontro sulle tematiche della riforma elettorale. E ciò pur non mancando importanti problemi che interessano Napoli ed il Mezzogiorno da vicino, temi che ci ripromettiamo di trattare già dall’ appuntamento successivo a quello di sabato.Un dato che ci accomuna tutti è di credere nella capacità di riformare democraticamente la società. I temi della democrazia e della rappresentanza rivestono così un ruolo centrale nella vita pubblica e quindi nella vita di noi tutti. All’ indomani di tangentopoli, con il referendum Segni, il cui quesito fu ideato proprio dal relatore di sabato Giovanni Guzzetta, gli italiani si espressero a stragrande maggioranza per un sistema elettorale maggioritario che consentisse agli elettori: A) di scegliere tra due o più candidati il proprio rappresentante per ogni collegio B) di poter quasi sempre decidere (ribaltoni a parte) il partito, o meglio la coalizione di partiti, a cui affidare il governo del paese. Il sistema poi, attraverso la riforma detta Mattarellum, assunse una tipologia costituita in prevalenza da collegi uninominali maggioritari ed una residua quota di proporzionale che comunque garantì il raggiungimento di parte (anche se non di tutti) gli obiettivi auspicati. Le due ultime legislature, durate entrambe cinque anni, non hanno prodotto cambi di maggioranza ed il maggioritario uninominale ha incentivato (almeno per i collegi in bilico) le rispettive coalizioni a candidare personaggi di un certo spicco e richiamo elettorale.

E’ singolare che la Casa delle Libertà abbia inteso intraprendere, pochi mesi prima delle elezioni del 2006, una strada completamente diversa,senza curarsi del sentimento espresso dal voto dei cittadini, andando a reintrodurre il proporzionale per esigenze della propria coalizione con l’ odioso strumento delle liste bloccate di partito in tutti i collegi elettorali. Non è acqua passata: a mio parere è invece compito proprio delle associazioni di liberi cittadini come la nostra scandire a chiare lettere a chi ci governa e legifera per nostro conto (chiunque esso sia) che gli elettori non sono un parco buoi sulla cui testa può passare qualsiasi marchingegno elettorale, sentendosi magari confortato dall’ alta affluenza e dalla inaspettata rimonta della Casa del Libertà verificatasi alle ultime elezioni.Ma benché siamo consci che riformare la legge elettorale è tremendamente urgente, anche perchè c’ è il rischio che si torni da un momento all’ altro a votare, siamo consapevoli che si tratta di una riforma non facile. Il referendum costituisce sì una sorta di bomba ad orologeria affinché le auspicate riforme non finiscano in un nulla di fatto ma, per la sua efficacia esclusivamente abrogativa, può solo trasferire il premio di maggioranza della Camera dalla coalizione al partito che riscuota il maggior numero di consensi;e ciò non elimina le liste bloccate e non porta necessariamente verso un sistema bipartitico: anzi può, al contrario, ostacolare il nascente Partito Democratico, costringendo i partiti dell’ Unione ad una aggregazione eccessivamente ampia, priva dei necessari requisiti di coesione, e quindi inevitabilmente destinata a sciogliersi subito dopo il voto.

Roberto D’ Alimonte, che ha dal suo canto collaborato con ambedue i poli ha redatto una bozza, basata sul sistema proporzionale con premi di maggioranza sia alla Camera che al Senato per la coalizione premiata dal maggior numero di voti che riflette le realistiche possibiltà di accordo oggi esistenti tra i poli e tra i partiti che li conpongono. A tale bozza si sono ispirati sia dal ministro Chiti per la maggioranza che l’ On. Calderoli per l’ opposizione. Ma rappresentano queste proposte di riforma una valida risposta alla voglia di decidere dimostrata dagli elettori a partire dal referendum del ’92 e da ultimo confermata dall’ elevata partecipazione alle primarie dell’ Unione? Secondo molte autorevoli voci, tra cui quella del Ministro dell’ Interno Giuliano Amato, non siamo ancora sulla buona strada. Ma forse mi sto dilungando troppo… Parliamone sabato.Francesco S. Lauro
Una riforma difficile: come modificare la legge elettorale restituendo agli elettori una più piena capacità di decidere Sabato 14 aprile, ore 10.30, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra Di Cassano, Napoli, Via Monte di Dio 14.Al dibattito-tavola rotonda parteciperanno: Roberto D’ Alimonte, autore del progetto di riforma legislativaGiovanni Guzzetta, presidente del comitato per il referendumAlberto Lucarelli, ordinario di diritto pubblico, Università Federico IICoordina: Francesco S.

Lauro, Libertà e Giustizia Napoli

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