Gerarchia, Stato e popolo di Dio

IL PAPA: NESSUNA LEGGE PUO’ SOVVERTIRE LA FAMIGLIA // Le parole di monsignor Negri, apparso l’altra sera sullo schermo di “Otto e mezzo”, esprimevano assai bene, mi pare, la posizione della Chiesa sui così detti DICO, e m’hanno fatto venire in mente alcune considerazioni, che espongo qui per sommi capi.La famiglia: ma quale famiglia? Soltanto quella che si fonda col matrimonio religioso o anche quella che si fonda col matrimonio civile? Se soltanto la prima, essa è al riparo da qualsiasi manomissione dello Stato, che oggi come oggi una sola mossa potrebbe fare contro di lei, il non riconoscerne il valore civile (com’era un tempo lontano, ma non lontanissimo), il che sembra davvero parecchio difficile; e una sola cosa potrebbe – dico per assurdo – fare in suo favore, che sarebbe di abolire il matrimonio civile.In altre parole: se la Chiesa ha tacitamente ammesso che anche il matrimonio civile crea una vera e propria “famiglia”, tale cioè da meritare la difesa a oltranza, allora la Chiesa riconosce allo Stato il diritto di fondare rapporti coniugali con pieno valore matrimoniale – il che vuol dire che la Stato può legiferare quel che vuole, nei limiti dell’ordinario costume, buon senso e senso morale(“naturale” e non “cattolico”), in materia di connubio, di convivenza, eccetera.La Chiesa dovrebbe chiarire: intende difendere in punto di religione e di morale la validità esclusiva d’un sacramento, o intende interferire nella sovranità politica della Repubblica italiana (e di qualsiasi Stato) sul proprio diritto civile? Si noti che tale interferenza si verifica anche quando esercitata obliquamente in forma di grave ammonimento d’eventuali “conseguenze”.

E allargando l’orizzonte, vien da riflettere: quanto al divorzio, ammette, la Chiesa, d’aver, ormai, detto “possumus”, o soltanto tace un “non possumus” che direbbe molto volentieri, ma dicere nequit?Da capo: cos’è che rende vera famiglia una famiglia? Il matrimonio cattolico? Il matrimonio cristiano – di qualunque confessione che possa dirsi cristiana? Il matrimonio di qualsiasi religione? Il matrimonio di qualsiasi Stato e qualsiasi comunità, anche quello che nasca dal puro riconoscimento di convivenza e come tale sia riconosciuto valido (se ce ne è qualcuno al mondo?) Non si sa. Si sa soltanto che la Chiesa italiana ce l’ha (di nuovo) col diritto italiano, e intende interferire politicamente nella sua formazione. La Chiesa Cattolica: ebbene, cos’è? E’ il “popolo di Dio”, o è la Gerarchia, per dirla semplicemente, il Papa e l’alto Clero? Nelle parole di monsignor Negri, assai esplicito su questo punto, la risposta valida è oggi più che mai – a partire dall’avvento salvifico della presidenza Ruini -, la seconda. Con il laicato cattolico, e in specie con “gli intellettuali cattolici”, il vescovo di San Marino e Montefeltro è stato persino più duro che con il legislatore italiano. Dalle ire della Gerarchia lo Stato italiano, in ultima istanza, è protetto dal Concordato, ma il laicato cattolico, soprattutto quello che ha studiato e magari scrive articoli e libri o insegna, non ha alcuna protezione contro l’Autorità che egli stesso riconosce.Finalmente – ha con molto vigore affermato il Vescovo Negri -, per merito di Ruini il laicato e gli intellettuali cattolici hanno smesso (diciamo così) di pontificare in materia di morale cattolica.


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