In ricordo di Riccardo Faini

“Era un economista rigoroso e brillante, di quelli che ti fanno venire voglia di studiare per saperne di più”. E’ con un ricordo appassionato di Riccardo Faini che Tito Boeri apre il dibattito su Efficienza e meritocrazia nella pubblica amministrazione, organizzato da LeG. L’economista, scomparso improvvisamente, sabato scorso, sedeva nel Consiglio di presidenza dell’associazione, era stato anche animatore del sito La voce.info fondato da Boeri. “Aveva partecipato con entusiasmo a quell’opera di lavoro collettivo – ricorda il professore di Economia del lavoro alla Bocconi – Come forse nessuno di noi, sapeva unire al rigore scientifico, dimostrato nei suoi contributi all’analisi degli aspetti internazionali dello sviluppo economico e della migrazione, la capacità di misurarsi su problemi concreti”. La voce di Boeri si accorda con quella degli altri studiosi al tavolo dei relatori, Michele Salvati e Pietro Ichino. Alessandro Amadori che per la serata ha il compito del moderatore, traccia di Faini un ritratto più privato: “L’ho conosciuto durante le riunioni per Libertà e Giustizia. Ne ricordo l’umorismo, la grande disponibilità, la sua generosità nel trasmettere anche ai profani il suo sterminato sapere”.Tutte qualità che, aggiunte al suo contributo scientifico gli sono valse riconoscimenti e incarichi di grandissimo rilievo.

Tito Boeri ne fa un elenco: “economista alla Trade Policy Division della Banca Mondiale, direttore esecutivo per l’Italia nel board del Fondo Monetario Internazionale, direttore per l’Analisi Economica al Tesoro e, più recentemente, consigliere economico del Ministro dell’Economia”. Poi legge nel salone dell’Auditorium San Carlo le testimonianze degli studenti di Faini. Commuove la lettera di Alberto, iscritto alla facoltà di Economia di Tor Vergata. “Personalmente sono rimasto sconvolto dalla morte del professore, solo lunedì scorso avevo verbalizzato l’esame di Economia Industriale scambiando alcune parole in allegria. Mancherà a tutti i suoi studenti la sua competenza, la sua professionalità ma credo sopratutto l’humor, la sua spiccata capacità di sdrammatizzare e fare una battuta in qualsiasi momento anche sull’argomento più complesso. Personalmente ricorderò con grandissimo piacere la sua cultura sconfinanta (anche se il Pendolo di Focault non è così noioso come lui pensava) e la sua capacità di cercare di attualizzare tutte le varie teorie che ci ha fatto studiare. Mancheranno i suoi continui riferimenti alla ” lingua della perfida albione” e sopratutto recentemente le sue delusioni per le sorti del Milan. Arrivederci Prof! Grazie di tutto”. Infine, conclude Boeri: “Riccardo Faini è stato un collega serio e brillante e un amico fraterno, sempre capace di ridere e di farci sorridere. Ci mancherà”.

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