Il No a testa alta di Libertà e Giustizia | Libertà e Giustizia

Il No a testa alta di Libertà e Giustizia

Il No di Ciampi e quello di Zagrebelsky // Le ragioni del NoCari soci e amici di Libertà e Giustizia, poche ore ormai ci separano da un appuntamento che da un punto di vista dell’importanza storica è secondo appena al referendum repubblica-monarchia di 60 anni fa. Il risultato, ci dicono, è tuttora molto incerto e indecifrabile, soprattutto al nord (dove la Lega trascinerà i suoi) e a causa dei molti italiani che credono davvero di andare a votare per diminuire il numero dei parlamentari oppure per mandare a casa il governo Prodi.
Vi chiedo allora, anche se so che non ce ne sarebbe bisogno, di sentirvi, ciascuno di voi, impegnato personalmente nel convincere conoscenti e amici incerti a votare NO. Libertà e Giustizia fin dal 2004 (ricordate la vignetta che Altan ci donò: “La Costituzione è in pericolo! Interveniamo o ci riserviamo il piacere di dire che l’avevamo detto?”) ha giudicato questa riforma non solo uno “ sgorbio”, un “pasticcio” o un “pastrocchio” secondo definizioni correnti del centrosinistra, ma un tentativo pericoloso di sovvertire le nostre istituzioni.Per due ragioni principali:1) perché ha in sé i germi di una devastante paralisi del sistema istituzionale, della impossibilità di legiferare, di inaccettabili divisioni del tessuto nazionale.2) perché costituisce una concreta minaccia alla democrazia parlamentare, con un premier inamovibile e troppo potente e l’assoluta cancellazione di equilibri e garanzie.Noi di Libertà e Giustizia andiamo a votare a testa alta, il nostro NO è un No consapevole e orgoglioso.

In questi due anni (è del giugno 2004 il grande convegno dello Smeraldo di Milano) abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere fare. In tutta Italia abbiamo informato, abbiamo fatto sapere. Siamo stati il collante di quel coordinamento di comitati locali poi trasformatosi in comitato promotore per il NO, che ha messo insieme in un esperimento inedito nel nostro paese, tutti i partiti di opposizione alla riforma, le forze sindacali, tutti i movimenti e le associazioni grandi e piccole sparse nel territorio con la semplice formula: la Costituzione è di tutti. Recentemente si sono accostati a noi anche forze di centro destra: dal sindacato UGL, a liberali, a ex democristiani.
In questo momento, ripeto, non sappiamo se il lavoro di preparazione che abbiamo fatto quasi sempre in solitudine e silenzio dei media sarà decisivo in una campagna ormai giocata (ma anche questo era prevedibile) su fattori a noi esterni: slogan pubblicitari, gradimento o no per il nuovo governo, chiamata alla mobilitazione da parte di Berlusconi. Ci sarà tempo da lunedì sera di riflettere e commentare su come sono andate le cose. Ma vi ripeto: andiamo a votare a testa alta, siamo stati in prima fila sempre anche quando con il gelo di dicembre, gennaio e febbraio abbiamo contribuito a raccogliere un milione di firme per chiedere il referendum del popolo.
La vostra “indegna” presidenteSandra Bonsanti

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