Le donne e la Costituzione

Le Costituzioni le fa il popolo, le fa un popolo che ha imparato dalla storia, che ha imparato dalla guerra, dall’ingiustizia come si devono fondare le leggi nuove.Non si può fare una Costituzione se non attraverso una elezione proporzionale e non maggioritaria, perché ognuno deve avere la sicurezza che il suo voto vale come tutti gli altri, e non si può fare a colpi di maggioranza.Quando noi eravamo alla Costituente abbiamo cercato con una grandissima attenzione di avere il consenso maggiore possibile in tutte le cose, ed eravamo uno schieramento ampio, dai vecchi liberali ai comunisti; ed eravamo tutti partiti del Comitato di liberazione nazionale ed era stata la concordia che ci aveva portato alla vittoria contro il fascismo e contro il nazismo. Cercavamo sempre di avere il consenso massimo, ci contavamo solo per avere la sicurezza di avere dalla nostra parte la maggior parte dei consensi.Questa Costituzione è stata realizzata solo in parte, bisogna concretizzarla, non cambiarla.Bisogna far sì che viva per il popolo, che sia conosciuta da tutti ed io qui mi appello a tutti voi bisogna che dai giovani la storia sia conosciuta bene, bisogna che i ragazzi conoscano le leggi, bisogna che la Costituzione sia ancora studiata, conosciuta e vissuta da ognuno di noi.L’articolo 1 della Costituzione dice: ” la sovranità appartiene al popolo” è la cosa più importante che noi dobbiamo difendere, la sovranità è nelle mani nostre, nelle mani del popolo e paritariamente in ogni cittadino; per questo la Repubblica ci ha fatto diventare cittadini e non sudditi.

Oggi si vorrebbe farci ridiventare sudditi e non più cittadini, noi ci opponiamo a questo!Noi vogliamo essere rappresentati in un modo diverso, e non è solo la democrazia dei partiti quella che conta è anche l’impegno di ognuno di noi di sentirci portatori di un pezzetto della sovranità che appartiene a tutto il popolo.Ognuno di noi non può mai dimenticarsi, ogni giorno, di essere un cittadino portatore di sovranità e di custodirla e di realizzarla. Non è solo ogni quattro anni per le elezioni politiche; non è questo!È ogni giorno l’impegno ad essere il meglio che possiamo essere e soprattutto a capire anche gli altri, anche quelli che non la pensano come noi, ma sono cittadini italiani come noi. Dobbiamo riuscire a trovare il massimo del consenso sulle cose essenziali, sono poche le cose essenziali, giustizia, libertà, solidarietà, e su queste cose il popolo italiano ha sempre dimostrato di essere un popolo bravo e anche prudente, un popolo che corre quando c’è bisogno, corre e fa qualcosa di utile.Ognuno che sia un cittadino deve avere un progetto, piccolo, più grande, più ambizioso, più modesto, più umile, ma un progetto, ci porta ad essere migliori tutti. Cerchiamo di avere un progetto, non di sopraffazione degli altri, ma di collaborazione con gli altri. Cerchiamo di avere un progetto comune per preparare tutti gli strumenti, in modo che ognuno abbia quella parte di giustizia, di lavoro, di libertà che oggi viene negata.La libertà dei mezzi di informazione, voi sapete quanto oggi il nostro popolo sia in parte addormentato da una televisione male condotta, una televisione che istupidisce grandi e piccoli, una televisione che ci permette di credere di essere vivi, mentre siamo solo degli spettatori.Dobbiamo riuscire a fare noi l’informazione e che i mezzi di informazione siano in mano a tutti, siano il più possibile collettivizzati, perché tutti possano dire la loro, tutti possano sapere di essere compartecipi della costruzione della cultura, e di quella che è la vita nelle sue linee essenziali.Le donne hanno una mentalità orizzontale: guardano intorno a sé, praticamente, si tirano su le maniche per fare le cose.

Non guardano al potere, è più un modo degli uomini questo, verticistico.Le donne guardano lontano ma sempre al loro livello, e questo vuol dire democrazia, vuol dire pace, vuol dire concretezza nella vita.La politica delle donne è la vera politica. Se voi pensate bene, le donne dicono delle cose semplici, non ho mai visto uno scandalo politico fatto da donne qui in Italia, come mai?E quante poche donne ci sono nel nostro Parlamento, quante poche donne vengono ascoltate, quante poche donne sono dirigenti!E noi pensiamo di valere qualcosa, soprattutto perché siamo portatrici di vita, soprattutto perchévogliamo un mondo diverso!Vogliamo un mondo di pace, vogliamo costruire nella pace che regni nelle nostre case, che regni nel nostre famiglie e nel nostro Paese. .Dobbiamo ancora dire: ascoltate le donne che danno la vita, che non hanno mai cercato il potere, ma il sapere, la conoscenza.Abbiamo uno sguardo orizzontale che è lo sguardo della pace. Lo sguardo verticale ce l’ha il potere maschile che dirige le cose, fa tutto quello che vuole, comanda.Noi non vogliamo comandare, vogliamo stare insieme e decidere delle nostre sorti, decidere dellavita nostra e dei nostri figli e di quello che loro potranno fare meglio di noi.Offriamo anche agli uomini queste nostre opportunità e allora vi sarà una parità costruttiva.Questo è l’augurio che mi faccio e che faccio a tutti voi, che da questo ricordo della Resistenza, da questa certezza del potere straordinario che hanno le donne, che si esprime anche con il voto; che non cerca il potere, ecco, da tutto questo venga la rinascita del nostro Paese e venga la pace per il mondo intero.
* Prima staffetta partigiana, poi dirigente del Cln della Toscana, Teresa Mattei, “Chicchi”, nasce a Genova nel 1921.

Suo fratello Gianfranco si suicidò a via Tasso nel timore di non poter sopportare altre torture e di essere quindi costretto a fare i nomi dei compagni. Giulio Natta gli dedicò il premio Nobel. Il padre Ugo era stato tra gli uomini di punta del Partito d’Azione a Firenze e il marito, Bruno Sanguinetti, tra gli organizzatori della lotta antifascista a Firenze e Roma. La più giovane deputata italiana alla Costituente, la «ragazzina» di Montecitorio, aveva 25 anni quando il 2 giugno del ’46 entrò a far parte dell’Assemblea presieduta da Umberto Terracini. Era stato Palmiro Togliatti a candidarla per le liste del Pci, il partito dal quale nel ’55 verrà espulsa “per il suo dissenso sulla politica agraria sovietica”. Testimone al processo contro Priebke, Teresa Mattei, torturata e seviziata dai nazisti, sfuggita per caso alla fucilazione, si è battuta perché valesse il principio che “l’obbedienza non è una virtù” e perché l’aguzzino di via Tasso fosse giudicato per crimini contro l’umanità. Si è spesa in difesa dei diritti dell’infanzia e, dopo le giornate di Genova, del luglio 2001, che ha vissuto ancora una volta da testimone, ha prestato voce all’indignazione di quanti hanno visto disattesi i diritti fondamentali della persona. Non ha mai smesso di difendere la Costituzione e di spiegarla ai più giovani. Oggi che ha 85 anni gira di scuola in scuola, di città in città, per salvare l´Italia da quello che lei definisce «un orrendo attentato alla nostra Costituzione: l´efferata legge di riforma che a giugno abrogheremo con il referendum.

La Costituzione va difesa con le unghie e con i denti: non deve essere modificata, va solo applicata. Se i principi di parità e uguaglianza lì sanciti fossero stati applicati, forse oggi sarebbero le donne a governare questo paese».

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