Finale di partita

E’ in gioco, oggi, la credibiltà di tutta una classe politica. Se Giorgio Napolitano sarà eletto col sostegno dell’Unione compatta e di almeno una parte di quella destra istituzionale che c’è nella Cdl si potrà ancora sperare che il Paese possa uscire dalla palude in cui è precipitato soprattutto, ma non esclusivamente, per colpa della politica berlusconiana.
Sperare che finisca l’era dell’avventura e cominci quella di una seria ricostruzione morale, economica, istituzionale.
Se invece per amore di complotti e potere che possono resistere ancora in limitate secche dell’Unione o per irresponsabilità dell’attuale opposizione, prigioniera dei diktat di Bossi o, infine, per la impellente necessità di ottenere qualcosa in cambio del voto, tutto dovesse tornare in alto mare, i perdenti sarebbero coloro che oggi si definiscono leader a destra e a sinistra e perderemmo noi italiani sempre più confusi e sperduti e alla vigilia di elezioni amministrative importantissime, nonché del più significativo referendum che si sia mai tenuto nella storia repubblicana.
Speriamo allora che Giorgio Napolitano, un politico per bene, che ha vissuto il procelloso Novecento rispondendo alla sua coscienza di uomo libero, possa essere tra qualche ora l’arbitro garante della fine dell’avventura.
ore 15.30 – Evidentemente oggi ancora non è la giornata giusta. La Cdl si prende ancora tempo. Adesso però sta arrivando il momento che l’Unione provi di essere realmente compatta e dia tutti i suoi voti a Napolitano.

Anche perché così si potrà verificare che quella trentina di schede con sopra scritto Massimo D’Alema, se continuano ad arrivare, vengono da altre parti.

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