Scalata Rcs, arrestato Ricucci

SPECIALE BANCOPOLI – L’immobiliarista romano Stefano Ricucci è stato arrestato dalla Guardia di Finanza per i reati di aggiotaggio e rivelazione di segreto di ufficio, per false fatturazioni e occultamento di scritture contabili. Le ordinanze, cinque in tutto, sono state firmate dal gip Orlando Villoni, su richiesta dei pm romani Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli. I magistrati credono che l’immobiliarista stesse tentendo di compiere operazioni illecite nel ricollocamento del pacchetto di quote Rcs in suo possesso. E l’arresto sarebbe dovuto al pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato. Emesse anche altre tre ordinanze di custodia cautelare, di cui una destinata a un pubblico ufficiale; le ipotesi di accusa, in questo caso, sono violazione del segreto di indagine e favoreggiamento. Ricucci è stato portato nel carcere romano di Regina Coeli; l’interrogatorio di garanzia è stato fissato per giovedì.In particolare, l’ipotesi di reato di occultamento di scritture contabili sarebbe relativa a fatture false emesse dalla società “Il Corso”, che avrebbe fatto un falso sgombero dell’immobile di via Lima, nel quartiere Parioli a Roma, oggetto di una compravendita tra lo stesso Ricucci e l’ex presidente di Confcommercio Sergio Billè indagato per appropriazione indebita dalla procura di Roma proprio per l’acquisto del palazzo. Secondo la guardia di finanza lo sgombero sarebbe stato in realtà effettuato dalla stessa Magiste.

La società, che era intestata secondo le accuse ad un prestanome di Ricucci, avrebbe effettuato fittiziamente anche la ristrutturazione dell’immobile di viale Lima per un fittizio corrispettivo di 11 milioni di euro.
Ricucci è stato protagonista della più rapida e chiacchierata scalata nel cuore della finanza italiana. Odontotecnico, 42 anni, ha tentato di scalare il Corriere della Sera, a suon di milioni, incrementando giorno dopo giorno la propria quota in Rcs Mediagroup. Non solo: quel suo 4,9 per cento detenuto in Antonveneta e in Bnl lo ha catapultato al centro delle grandi partite finanziarie del 2005 e degli scandali giudiziari della scorsa estate. Ricucci, cui si deve tra l’altro l’espressione “i furbetti del quartierino”, si è guadagnato anche la ribalta del gossip per il chiaccherato matrimonio con l’attrice Anna Falchi.Il vento a favore che lo ha portato alla ribalta – c’era già chi lo indicava come l’erede di Silvio Berlusconi – cala all’improvviso con l’avvio delle inchieste giudiziarie sulla scalata Rcs e sulle opa su Antonveneta e Bnl. Indagini che hanno già portato all’arresto di Gianpiero Fiorani e alla caduta dell’ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio.
Gli stessi due pubblici ministeri romani che ora ne chiedono l’arresto, Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, avevano già interrogato Ricucci, lo scorso 3 aprile, a proposito delle indagini sul suo tentativo di scalata alla Rcs. Il manager, che è indagato in questa vicenda per aggiotaqggio e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza (Consob e Banca d’Italia), aveva consegnato ai magistrati una memoria e due consulenze contabili, redatte l’una dalla Worburg Bank e un’altra sull’andamento del titolo Rcs dalla Deloitte & Touche.

Lasciando il Palazzo di giustizia aveva fatto sapere, attraverso i suoi legali, di aver fornito tutte le spiegazioni necessarie per chiarire la sua posizione.

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