Due Italie

IL NOSTRO FORUM: LA SFIDA / Due Italie, non solo due uomini, sono stati i protagonisti del confronto di ieri sera. Due Italie, non solo due schieramenti, alle urne il 9 di aprile. Non si può stare insieme contemporaneamente con la politica e con lo spot pubblicitario; non si può essere indecisi tra il curato bonario e il Premier. Non si può essere indecisi tra chi parla anche di una cosa chiamata “ricchezza interiore” e chi conosce soltanto il fascino dei milioni di euro.
Non si può pencolare tra chi denuncia una situazione disastrosa dei conti pubblici e della crescita perché vuole cominciare a invertire la rotta e chi grida: voi “parlate male” per bieco interesse, voi diffamate l’Italia.
Ecco la sfida delle prossime elezioni. Ecco ciò che è andato in onda davanti all’impettito Bruno Vespa.
Con una fondamentale conseguenza. Prodi ha alla base della sua politica l’impegno a riunire il Paese diviso. Se dovesse invece prevalere ancora il Cavaliere, allora il ricco sarà sempre più ricco, il povero più povero, il nord sempre più nord, la giustizia sempre più ingiusta, il Paese sempre più fermo, l’Europa e il resto del mondo sempre più lontani.
Lo abbiamo detto molte volte e oggi lo ripetiamo ancora: queste sono le elezioni più importanti della storia dell’Italia repubblicana perché mai la distanza fra due Italie era stata così marcata e così desolante.

C’è chi storce il naso perché il curato sembra rispecchiare una politica di altri tempi, forse un po’ retorica, forse poco mediatica e dunque poco moderna. Tutto ciò che è serio, è vero, rischia di cozzare con la visione di chi ha freddamente deciso, costi quello che costi, di identificare in Berlusconi il nuovo e dunque il futuro. Non sarebbe la prima volta nella storia di questo Paese che la spettacolare demagogia populista si contrappone alla competenza e al buon senso.
La posta in gioco il 9 di aprile è sempre di più la possibilità di fermare la disgregazione del Paese e lo sforzo di rimettere insieme i pezzi di questo nostro mondo spaccato per farne crescere un altro.

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