E ora cosa farà?

Blog: La confusione mentale del Cavaliere / Qualcuno lo incoraggia persino: “il delirio di onnipotenza è inarrestabile e mi auguro continui a mietere sconcerto da qui al 9 aprile”. Chi paventa “bombe anarchiche sui treni” e chi confessa di tenersi alla larga, in questi giorni, dalle stazioni ferroviarie. I più diretti ammettono senza vergogna di avere “la stessa paura provata nel ’94 e nel 2001. Temo l’uomo che a Vicenza ha avuto l’arroganza di presentarsi, claudicante nell’arrancare, ma perfido e malvagio nell’esposizione delle sue folli offese e, a parer mio, essendo esse provenienti dall’uomo che per sventura è il Presidente del Consiglio, estremamente pericolose e, forse, penalmente rilevabili”. Gli internauti che hanno risposto al blog lanciato sul sito di Libertà e Giustizia non sono tranquilli. A poche ore dalla performance di Berlusconi al convegno di Confindustria, LeG ha chiesto: “quali altri strappi istituzionali ci aspettano?”. E, ancora, “Che cosa possiamo aspettarci da questo finale di campagna elettorale. E i leader dell’Unione, secondo voi, quale atteggiamento dovrebbero avere?”Le risposte non si sono fatte attendere. Apocalittici e integrati si fronteggiano in un testa a testa che lascia spiragli di ottimismo: il calor bianco della politica si fa sentire eccome.

I pochi che confidano fiduciosi nella profezia di Montanelli, “quando l’avranno conosciuto, gli italiani vorranno evitarlo”, sono convinti che il Berlusconi che urla e impreca, attacca e insulta è il miglior propangadista dell’Unione. La paura serpeggia: “Chi ama il potere sopra ogni altra cosa è per definizione un malvagio, è uno stato patologico inconcepibile in una salda democrazia. Evidentemente la nostra non lo è”. Le similitudini sono quasi azzardi: “trovo un’impressionante somiglianza tra il Berlusconi di Vicenza e il Riccardo III di Shakespeare. Non a caso anche questi si definiva “l’unto del Signore”. Ma per fortuna, sempre stando con Shakespeare, “sul mondo tripartito trionferà l’ulivo””.C’è chi prende a prestito i versi del poeta Raboni, “maestro di decenza quotidiana”, che ha dedicato liriche al Cavaliere come la Canzone del danno e della beffa. “E intanto l’imprenditore del nulla, il venditore d’aria fritta, forte coi miserabili delle sue inindagabili ricchezze, sorride a tutto schermo negando ogni evidenza, promettendo il già invano promesso e l’impossibile, spacciando per paterno il suo osceno frasario da piazzista”. L’imprenditore genovese, “violento sovversivo comunista”, non si capacita: “Si è permesso di invitarci a non frequentare la nostra associazione ma di andare a lavorare. Ma lui lo sa cosa significa gestire una azienda, rischiando soldi propri, senza leggi che ci riservino reti televisive (pubbliche) dalle quali ricavare montagne di miliardi propinandoci culi, tette e tanta pubblicità.

Lo sa cosa significa la concorrenza?”. Si tira in ballo Erasmo da Rotterdam perché la claque del Cavaliere sembra uscita da un polveroso Elogio della Follia. Pazzia ma “con metodo”. Subito dopo però, c’è chi alza il livello di guardia: “penso che Berlusconi stia preparando un golpe”. Le ricette per aprire il dialogo con quanti ancora lo seguono sono molte: “mostrare il dvd di Deaglio”, oppure, più diretto, “ignorarlo, ignorarlo, ignorarlo”, “contrapporre dati, fatti e argomenti forti alle menzogne” o “far vedere in tv, sulle reti Rai, tutti i film dove viene perfettamente documentato lo scempio da lui prodotto in questi anni, da Citizen Berlusconi a Quando c’era Silvio, Viva Zapatero, La mafia è bianca e Reperto RAIOT, solo per limitarsi ai più famosi…”. Qualcuno si spinge oltre e scrive un po’ provocatoriamente: “Ex presidente del consiglio offresi come conferenziere in occasione di convention aziendali”. I più preoccupati sembrano i blogger più in là con gli anni: “Io ho l’età per ricordare i discorsi del Duce alle piazze e la gente che amava i suoi slogan e la sua retorica. Tocchiamo ferro, ragazzi”. Un tempo, ricordano “contro i fascisti, si usavano due espressioni: vigilanza democratica e respingiamo le provocazioni. Quel tempo sembra essere tornato”.Poi l’ansia: “Io, dal nulla che rappresento, però, vivo in mezzo alle persone e, purtroppo, noto che la maggior parte delle persone che mi capita di ascoltare, anziché prendere una seppur blanda posizione, si limitano a dichiarare il loro disinteresse o ..a trovare Prodi poco simpatico”.

E la rabbia: “non c’è abbastanza coalizione tra di noi, accettiamo tutto, ridiamo, facciamo qualche commento su un folle, ci diciamo più intelligenti (come fece la sinistra prima della seconda guerra mondiale in Francia… Volevano far piantare piante di rose sulla linea Maginot, per rallegrare i soldati… mica i tedeschi volevano la guerra, dicevano, no…). Dico: Non Basta guardare la carovana passare. Poiché è piena di esplosivi”. Le certezze sono poche: “Sta di fatto che il centrosinistra non è convincente ed al suo interno è litigioso almeno quanto il centrodestra. Ecco perché io ho paura”; “Berlusconi non è confuso. Sta alzando lucidamente polvere e lanciando fumosi proclami per confondere le menti. E’ una mina vagante che potrebbe innescare un futuro violento e intollerante”.Ma qualcuno tra uno sbadiglio e l’altro profetizza: “resteranno disoccupati tutti gli estensori di necrologi che per lunghi anni si son contesi l’onore di chi fosse il più originale epitaffista antiberlusconiano. Potremo di nuovo scorrere un quotidiano senza che la prefiche di servizio ci strazino l’anima con il loro gemiti: la democrazia e la Patria son in periglio!”

L’articolo sarà aggiornato di continuo e riporterà di volta in volta gli interventi pubblicati sul blog.

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