Luigi Gui: “Così nacque la nostra Costituzione”

Alcuni giorni fa si è svolto a Padova, nella Sala degli Anziani del Municipio, un incontro sul tema della riforma costituzionale (n.d.r. : già approvata a maggioranza assoluta, in prima lettura, dai due rami del Parlamento).Fra i contributi dei relatori ed il successivo dibattito, l’intervento del senatore Luigi Gui, 92 anni, che partecipò alla Costituente e che ha testimoniato lo spirito che ha animato i Padri Costituenti, ha fornito validi elementi per poter esprimere, con coscienza e con cognizione di causa, il proprio voto quando sarà indetto il referendum “approvativo”. ( n.d.r. : la Costituzione prevede che la legge di revisione costituzionale debba semplicemente essere approvata, o bocciata, dalla maggioranza dei voti validamente espressi, a prescindere dal numero complessivo).L’intervento risponde, infatti, efficacemente a cinque domande fondamentali :1. L’Assemblea Costituente fu espressione di tutte le forze politiche e non fu condizionata dal Governo ?“Sì, l’elettorato padovano mi inviò nel 1946, con larga votazione per la D.C., a far parte dell’Assemblea Costituente nella quale sono stato attivamente presente e posso perciò – sia pure brevemente – testimoniarlo.Ricordo bene l’atmosfera di allora. Finita la guerra e crollata la dittatura fascista, il popolo italiano nella sua stragrande maggioranza, pur mediante partiti diversi, volle, per la nostra Italia, con il suo voto del 2 giugno 1946, un ordinamento nuovo: fondato sulla libertà popolare e sulla socialità.E così fu nella generale lunga e accurata riflessione degli eletti.

Anzi allora Assemblea Costituente e Governo erano nettamente separati: l’una impegnata ad elaborare l’ordinamento costituzionale della nuova Repubblica, l’altra solo nella gestione unitaria provvisoria della vita quotidiana del nostro Paese senza interferenza nei lavori della Costituente.Così operarono, occupando ogni giorno Montecitorio, dapprima la cosiddetta Commissione dei settantacinque (composta da esponenti di ogni gruppo degli eletti) incaricata di elaborare il progetto del testo costituzionale e poi l’Assemblea intera della totalità dei Costituenti impegnati a discutere e a votare definitivamente, con grande convergenza di voti, sul progetto stesso in piena libertà.È tutto avvenuto, senza interferenze del Governo presieduto allora da Alcide De Gasperi o dai suoi ministri, salvo sul testo dell’art. 7 della prima parte sui Patti Lateranensi.”2. La Costituzione fu il prodotto di uno scontro fra Costituenti allineati a decisioni dei partiti di appartenenza ?“Quando si tratta infatti di una Costituzione democratica, testo che investe direttamente con i suoi articoli fondamentali la totalità dei cittadini, non si può rimettersi ad un Governo di parte e ad una maggioranza precostituita senza suscitare l’accusa di un intervento non democratico: come sta avvenendo ora.Posso testimoniare che il testo in vigore dal 1948 – e quindi la struttura fondamentale dell’ordinamento della nostra convivenza politica, anche attuale, nonostante la differenziazione dei voti in taluni punti – non fu opera di una parte contro l’altra dei Costituenti di allora, ma frutto di una loro meditata convergenza finale molto larga, quasi totale, dei 500 costituenti di allora.Pagina 1 di 3E se si vuole modificarla in punti determinanti – come non ha esitato a fare la maggioranza governativa dell’attuale Parlamento da sola e quasi di soppiatto – rendiamoci conto che così si contraddirebbe l’atteggiamento basilare su cui è fondato per tutti l’ordinamento del nostro Stato.La maggioranza governativa attuale è a questo proposito – mi pare – giustamente accusata di un comportamento non pienamente democratico.”3.

La Costituzione del 1948 fu patrimonio di tutti gli Italiani o di uno schieramento di partiti di maggioranza ?“La Costituzione è infatti di ciascun cittadino.Sui temi fondamentali come quelli sui quali essa vuole introdurre modifiche radicali al testo 1946-48 il dibattito non può non essere aperto preliminarmente alla riflessione diretta e libera di tutti i cittadini, com’è avvenuto per la Costituzione vigente per la quale si dice giustamente “Costituzione anche mia”.Quanto al merito poi delle modifiche volute dalla maggioranza governativa attuale appare chiaro – anche se il dibattito è stato quasi sommesso – che tanti sono i cambiamenti strutturali fondamentali dell’ordinamento del nostro Paese introdotti e in senso autoritario contrariamente alla sua impostazione democratica fondamentale.Non tocca a me riferire dettagliatamente sulle modifiche contenute nella legge costituzionale in corso di approvazione definitiva che cambiano, per esempio, i rapporti e le funzioni tra la Camera dei Deputati e il Senato e la composizione stessa del Senato e quindi lo svolgimento della funzione legislativa, riducono le funzioni del Presidente della Repubblica, ingigantiscono i poteri del Primo Ministro, intaccano il Consiglio della Magistratura, trasferiscono grandi poteri autonomi alle Regioni, ritoccano la stessa Corte Costituzionale.”4. La Costituzione deve essere considerata immutabile o può essere aggiornata ?“Dirò soltanto, a conclusione, che le modifiche introdotte dalla legge costituzionale in corso di approvazione definitiva, da una parte intaccano – secondo il mio parere – l’uguaglianza dei cittadini sotto aspetti rilevanti (es.

anche la legislazione dell’istruzione e della salute con il trasferimento dei poteri relativi alle singole regioni) e dall’altra aumentano i poteri del Presidente del Consiglio, esponente della maggioranza, fino a sfiorare le modalità di una dittatura.E’ giusto quindi che si sia creato il movimento “Salviamo la Costituzione” e che i cittadini, animati dal vero spirito democratico che ha ispirato la redazione della Costituzione vigente, si preoccupino di opporsi al testo ora in corso di approvazione finale.Tali modifiche sono infatti contrastanti allo spirito nel quale la Costituzione nacque e fu redatta e furono allora poste le strutture della nostra democrazia con l’equilibrio tra Parlamento, Governo, Magistratura.Alcuni minuti aggiornamenti e modifiche della stesura costituzionale della seconda parte della Costituzione stessa furono saggiamente operati in libertà nei decenni trascorsi e altri sono auspicabili con un libero dibattito, ma non certo con uno stravolgimento come proposto dalla riforma ora in corso.La Costituzione vigente è nata dallo spirito pressoché generale di convivenza democratica che ha animato i Costituenti. Questo spirito non deve essere contraddetto nelle modalità con le quali è stato redatto e proposto il testo ora approvato e in attesa dell’entrata in vigore.”Pagina 2 di 35. Il cittadino – non addetto ai lavori – come può informarsi fra dibattiti televisivi, spesso urlati e articoli su quotidiani e stampa non sempre obiettivi ?“Credo che leggere e riflettere sull’opuscolo “La Costituzione è anche mia” sia molto opportuno e tale da essere consigliato a tutti gli elettori di spirito democratico e contrari alla ricrescita camuffata di un ordinamento tendenzialmente autoritario e rischiosamente anche dittatoriale del nuovo testo in corso.I cittadini si rendano conto della tendenza autoritaria che in esso emerge con le forti possibilità di conseguenze di arbitrarietà di parte implicite (quasi a contrappeso anche forse della minaccia di disgregazione regionalistica del nostro Paese implicita nella “devolution” votata).

La lettura dell’opuscolo “La Costituzione è anche mia” è utile per rendersene conto analiticamente.

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