Auguri, Repubblica

Diciamo la verità: un’Italia senza Repubblica non riusciamo a immaginarcela, e i più giovani, comunque, non ricordano che nel passato ci sia stata. Diciamo la verità: Repubblica ha fatto dell’Italia un paese un po’ migliore. Molti di noi la sentirono subito “il nostro giornale”. Un giornale in cui è possibile discutere e pesare, influire anche se non sei in un posto di comando, in cui lo scoop lo racconti per primo al direttore, fiondandoti nel suo ufficio. In cui si sa tutto di tutti, amori, figli, gioie e dolori. In cui si litiga per un servizio e in cui ti si insegna che la contiguità non è sinonimo di subalternità e davanti al foglio, un tempo, o al video oggi, sei solo tu padrone del tuo destino: errori e glorie. Per i lettori Repubblica è una certezza: un giornale sano, libero, corretto.Tutto ok? Certamente no, non è un Vangelo, ma è un grande giornale. Con immenso affetto e gratitudine oggi Libertà e Giustizia saluta Carlo Caracciolo, Eugenio Scalfari e Ezio Mauro.

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