“Fiorani capo di una associazione criminosa”

MILANO – L’inchiesta sulla Bpi si allarga, con una serie di perquisizioni effettuate a Milano e in Svizzera, e si precisano i ruoli dei protagonisti, a partire da quello di Gianpiero Fiorani, definito «promotore e organizzatore» dell’associazione criminosa che aveva al fianco una serie di esecutori, ciascuno con un compito ben preciso da assolvere come si legge si legge nell’ordinanza redatta dal giudice per le indagini preliminari, Clementina Forleo. Fiorani «è risultato, quanto meno a livello esecutivo, il vero promotore ed organizzatore del sodalizio in questione, individuando le operazioni immobiliari dalle quali trarre illeciti profitti occupandosi, direttamente o tramite suoi referenti di fiducia, delle trattative occulte relative all’acquisizione della Adamas e all’operazione Mizar» nonchè della «concessione di finanziamenti del tutto anomali a società immobiliari e finanziarie a lui riconducibili o di interesse per il sodalizio». BONI – A fianco dell’ex amministratore delegato di Bpi, spicca poi il ruolo di Gianfranco Boni il quale, come direttore finanziario dell’istituto di credito lodigiano, in base all’ ordinanza «in stretto contatto» con Fiorani «è risultato attivo nella ‘curà dei clienti privilegiati raggiungendo con gli stessi accordi di retrocessione dei guadagni conseguiti dalle operazioni loro suggerite o addirittura direttamente gestite , occupandosi anch’egli quale braccio destro di Fiorani della creazione delle strutture off-shore».GLI ALTRI – Quanto agli altri personaggi del «sodalizio», Silvano Spinelli è emerso secondo gli inquirenti come «uomo di fiducia di Fiorani» attivo nella individuazione di operazioni, sia immobiliari che finanziarie, «da cui trarre particolari profitti» e i clienti «più affidabili» oltre che nella creazione di «strutture societarie sia italiane che estere riferibili al sodalizio e delle quali veniva spesso ad essere il prestanome per schermare la presenza in esse» della ex Lodi.

Impegnati nella gestione «di fatto» delle società off-shore e dei «relativi conti e rapporti bancari su cui far convogliare detti proventi» (mettendo a disposizione dell’associazione «la Yol Trading Corporation, la Victoria Eagle Asset Management, La Borgo Nobile» ed altre, gestendo anche i conti esteri «occultati e riferibili a Fiorani, Boni e Spinelli») emergono Gianfranco Marmont, Fabio Massimo Conti, Francesco Ghioldi. Tra gli altri personaggi – si legge nuovamente nell’ordinanza – Aldino Quartieri, sindaco di Bpi, «organizzava» l’associazione criminosa «costituendo o figurando nella compagine sociale, domiciliando, rappresentando, amministrando anche di fatto le società italiane di di cui Fiorani è risultato essere socio occulto» mentre Marino Ferrari «organizzava» l’associazione svolgendo il ruolo di prestanome di Fiorani «in varie operazioni immobiliari» e Giampiero Beccaria «organizzava» l’associazione «schermando» le operazioni della banca lodigiana e «prestandosi a figurare simultaneamente quale beneficiari di affidamenti di Bpi» che venivano gestiti e utilizzati dall’organizzazione stessa. Più sfumati, infine, i ruoli di Giuseppe Besozzi (cliente privilegiato di Bpi) e Roberto Araldi (sindaco Bpi) i quali «partecipavano» all’associazione mettendo a disposizione diversi conti.LE PERQUISIZIONI – Intanto l’indagine va avanti. La Guardia di Finanza ha effettuato oggi una quindicina di perquisizioni protrattesi fino a sera nei confronti di manager ed ex-manager della Banca Popolare Italiana a Milano e Lodi nell’ambito dell’inchiesta Antonveneta.

Lo hanno riferito fonti investigative, aggiungendo che fra gli uffici e le abitazioni perquisite ci sono anche quelle del presidente e del vicepresidente dimissionari di Bpi Giovanni Benevento e Desiderio Zoncada. Le Fiamme Gialle hanno inoltre perquisito a Roma ufficio e abitazione di Ignazio Bellavista Caltagirone, indagato per aggiotaggio. Le fonti aggiungono che i militari hanno sequestrato computer e documentazione che dovrà essere esaminata nei prossimi giorni. ROGATORIA IN SVIZZERA – Sempre oggi la polizia svizzera ha comunicato sul suo sito Internet di aver effettuato una “commissione rogatoria inoltrata dalla procura di Milano nel contesto del procedimento penale pendente in Italia nei confronti di Gianpiero Fiorani, Gianfranco Boni ed altri per i titoli di reato di associazione a delinquere, manipolazione del mercato, appropriazione indebita pluriaggravata, atti di infedeltà e riciclaggio”. “L’esecuzione della rogatoria – continua la nota della polizia elvetica – ha richiesto la perquisizione di diversi uffici, sia presso Bipielle bank Suisse sia presso altre società e liberi professionisti. E’ stata sequestrata diversa documentazione che dovrà essere vagliata in vista dell’eventuale consegna all’Autorità rogante”. “Oltre a ciò si è proceduto ad ordinare la perquisizione ed il sequestro di numerose relazioni bancarie presso svariati istituti di credito ticinesi”, conclude il comunicato.

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