Trentamila firme per partire

Domenica, a Palermo, i cittadini che si recavano a votare per le primarie hanno potuto anche cominciare la raccolta delle firme per il referendum contro la riforma costituzionale. I primi moduli stampati sono stati mandati in Sicilia, così, in maniera ancora artigianale è cominciata la importante avventura di questa nuova occasione di incontro fra forze politiche, sindacali, società civile. Sin dall’inizio, quasi due anni fa, ci proponemmo di unire, a sostegno della Costituzione che può esser modificata e aggiornata ma non stravolta, lo schieramento più largo possibile.L’idea semplice che ci ha guidato era allora e è oggi la seguente: la Costituzione è di tutti, insieme dobbiamo difenderla. Ci sono stati momenti di preoccupazione e di ansia, i dubbi (chi non ne ha?), le discussioni. Certo, sarebbe stata sufficiente la richiesta di referendum presentata dai parlamentari. Certo, sarebbero bastate le Regioni. Ma noi abbiamo creduto di dover offrire agli italiani di destra, sinistra, centro, agli italiani e basta l’opportunità di sentirsi partecipi di questo processo. La Costituzione non fu mai votata dal “popolo” che aveva eletto l’assemblea costituente. Così in un certo senso, ora che la casa delle Libertà ha votato quella che io mi ostino a definire una Nuova Costituzione, è giunto il momento che agli italiani sia dia questa occasione: contribuire sin da subito e non solo con il loro “No” il prossimo giugno a sentirsi legati ai principi e ai valori della carta fondamentale della nostra identità storica.

Colmiamo il vuoto che tanti giovani ci hanno rimproverato: perché non ci avete parlato prima della Costituzione, perché non ci avete obbligato a studiarla?Le difficoltà che ci aspettano sono molte. I tempi, prima di tutto. I tre mesi per la raccolta stanno inesorabilmente scorrendo e abbiamo fino al 18 febbraio per la raccolta di almeno 500.000 firme. Noi vogliamo fare prima: raccoglierne almeno quante servono e poi fermarci. Non abbiamo nessuna intenzione di intasare la Cassazione con i nostri moduli, ma bisogna che essi arrivino un po’ da tutta l’Italia. Perché noi vogliamo davvero UNIRE L’ITALIA con queste firme. Vogliamo che esse, ognuna di esse, siano una risposta ferma ai progetti della Lega, all’Italia spezzettata in staterelli nemici ed estranei a cui essi pensano. Anche per questo le prime firme raccolte in Sicilia hanno un significato davvero speciale.E’ difficile, inoltre, rompere l’indifferenza con cui fino ad oggi è stata accolta la riforma della Costituzione. Un tema difficile, ci dicono gli esperti di comunicazione. Lo sappiamo, ma siamo convinti che i cittadini, se informati, sappiano affrontare anche i temi difficili. Non tutta l’Italia si è trasferita sull’Isola, e per sopravvivere una democrazia ha bisogno di una costituzione salda.Nei prossimi giorni si sperimenterà la capacità dei soggetti finora coinvolti a lavorare insieme . Il 17 dicembre raccoglieremo le firme nelle principali città italiane. I sindacati e i partiti e i movimenti che fanno parte del comitato promotore si stanno organizzando: nelle piazze addobbate per il Natale spunteranno centinaia di tavolini.

Grazie, fin da ora, a tutti quelli che lavoreranno con noi.

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