Riforme e Costituzione, le proposte di Rosy Bindi

“Tentano di stravolgere la nostra Costituzione e dobbiamo stare attenti. Non mi stanco di dirlo e dobbiamo dirlo tutti, in ogni occasione: bisogna raccogliere le firme per il referendum”. Rosy Bindi, come Romano Prodi, crede ci sia bisogno “di una solida alleanza riformista”, in sostanza dell’Ulivo e dell’Unione, per governare bene l’Italia e invertire quella che il settimanale inglese The Economist traccia come una “via ineluttabile di declino”. Ma insiste anche sul ritorno “alla gestione unitaria della Margherita”, senza fuoriusciti né transfughi.Per salvare il nostro paese, ha detto Romano Prodi, serve un programma di riforme profonde, radicali. E’ d’accordo?“La parte che mi è sembrata molto bella del discorso di ieri è stata quella relativa alla Costituzione. Non dovremmo mai dimenticarci, in qualunque circostanza e qualunque sia l’occasione, che c’è stato un tentativo di stravolgimento della nostra Carta costituzionale. In tutti i nostri discorsi facciamo sempre grandi introduzioni, c’è sempre un richiamo a questo scempio, per ricordare a tutti del referendum che ora è l’unica via per fermare questa riforma e dunque per ricordare a tutti che la raccolta delle firme per il referendum è molto importante per la Repubblica”Eppure nel discorso riportato sul sito romanoprodi.it di Costituzione non c’è traccia…“Strano: l’ha detto.

Ieri mattina ha parlato dello stravolgimento della Costituzione, ha parlato anche della riforma elettorale, ma soprattutto della Costituzione. Mi meraviglia che non ci sia, l’ha detto e l’ho anche molto apprezzato”. Che altro le è piaciuto di quel discorso milanese?“A me è piaciuto anche quando ha detto che c’è bisogno di riforme forti e del coraggio di dire al paese quello che faremo senza avere atteggiamenti rivolti solo a catturare il consenso, così come quando ha rivendicato l’autonomia del governo che ha come compito quello di attuare un programma e non di fare la compensazione delle liti dei partiti. E’ così, il paese si governa se ci sono riforme forti e il governo deve essere libero di attuare il programma e non può rimare improgionato dalle logiche dei partiti”. Durante l’incontro con le associazioni milanesi al Carcano, domenica sera, a chi gli faceva notare che i quattro candidati alle primarie sono tutti della società civile, Prodi ha replicato: “Non bisogna sottovalutare i vuoti di politica”. Che ne pensa, è davvero solo un vuoto di politica? “Può anche essere un segnale dell’intelligenza dei partiti, stiamo attenti anche a questo. Le candidature che sono in gioco, penso per tutte a quella di Ferrante, sono state in qualche modo provocate e sostenute dai partiti i quali in maniera intelligente, anziché candidare qualche loro responsabile, qualche loro esponente, qualche loro segretario sono andati a cercare eminenti figure della società milanese.

Mi pare che questa sia una mossa intelligente. Averla fatta da parte dei partiti dimostra una loro sensibilità. Non è stata certo un’autocandidatura quella di Ferrante, è stata sollecitata dai partiti che intelligentemente sono andati alla ricerca di figure importanti per la città di Milano”.Invece, per esempio, quella di Dario Fo è stata proprio un’autocandidatura.“Ma Dario Fo è Dario Fo, una cosa a parte”.Prodi quella sera, a Milano, ha anche detto che “partiti e società civile sono distanti”. E’ vero secondo lei?“Sì, bisogna che ci decidiamo a capire se noi riusciamo a individuare forme di mediazioni diverse tra cittadini e istituzioni oltre ai partiti. Quando i partiti si caratterizzano per una certa opacità è chiaro che rispecchiano una sorta di rappresentanza in proprio da parte di espressioni della società civile. Io poi auspicherei a un certo punto un incontro, ecco”. Cosa vuol dire incontro, una commistione?“Incontro vuol dire per esempio, per quanto mi riguarda, che dentro a una coalizione grande come l’Unione o come l’Ulivo, si può stare tranquillamente tutti insieme, partiti e movimenti”.La Margherita è stata al centro delle polemiche per l’esclusione di Parisi dal Big Talk milanese, c’è ancora possibilità di dialogo? “Un partito che ha nel suo Dna la pluralità non può fare a meno di nessuno. Nel momento in cui esclude qualcuno, evidentemente, nega se stesso.


E

c

c

o

,


q

u

e

s

t

o

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*

 caratteri massimo. Il testo eccedente verrà troncato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>