Fassino, appello sulla legge elettorale

“Siamo preoccupati per gli effetti negativi che la nuova legge produrrà: per questo non rinunciamo a lanciare un ultimo appello alla maggioranza”. Piero Fassino, al Consiglio nazionale dei Ds, ribadisce tutta la contrarietà a una riforma di cui vede “effetti devastanti” per chi vuole governare il paese nella prossima legislatura. Il segretario dei Ds non accenna al tema dei capilista nelle prossime elezioni politiche, se si deve presentare o no Prodi in tutte le circoscrizioni, ma sostiene che la formazione delle liste “non dovrà essere soltanto la somma dei candidati e degli elettorati di Ds e Margherita”. E aggiunge: “Una lista coalizionale è il punto di riferimento in primo luogo di quei 4.300.000 elettori, o della gran parte di essi, che hanno artecipato alle primarie, molti dei quali come sappiamo non esprimono necessariamente un’appartenenza di partito”. Secondo Fassino, questa stessa ispirazione dovrà caratterizzare le liste Ds per le elezioni del Senato. “Liste aperte – spiega – sia alla partecipazione di altre forze politiche e associative, che sulla base di patti elettorali sottoscritti con i Ds vogliano concorrere con noi alla vittoria del centrosinistra, sia al contributo di competenze, saperi e professionalità di cui è bene che il Parlamento sia ricco”.Sulla riforma elettorale, ancora, tende la mano al centrodestra perchè si possa migliorare nel passaggio del testo al Senato previsto per la fine del mese.

“Chiediamo alla maggioranza – insiste il segretario dei Ds – di sentire almeno la responsabilità di cambiare la legge sui due punti più clamorosamente in contrasto con i principi e lo spirito della nostra democrazia”. I due punti, su cui da settimane soprattutto Fassino è disposto ad un confronto con il centrodestra, sono “il meccanismo con cui è congegnato il premio di maggioranza per il Senato e le norme per un più favorevole accesso delle donne al Parlamento”. Quanto alla questione dibattuta in queste ore all’interno del centrosinistra – la proposta verde di una lista dell’Unione al Senato, respinta però da Romano Prodi – Fassino si schiera col Professore. Dicendosi favorevole all’idea dello stesso Prodi “di presentare per l’elezione della Camera dei deputati la lista unitaria dell’Ulivo, mentre per l’elezione del Senato della Repubblica, dove una maggiore articolazione di liste è funzionale al meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza, ci presenteremo – come convenuto con Prodi e le altre forze dell’Ulivo – con il nostro simbolo della Quercia e la Rosa del Pse”.

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