Giallo su una lettera di Fassino

Prodi capolista dell’Ulivo ovunque? Potrebbe non essere così scontato. Il Riformista, quotidiano diretto da Antonio Polito, solleva il caso con un articolo pubblicato in prima pagina. “Adesso – si legge sul giornale, tra i pochi in edicola nonostante lo sciopero dei giornalisti – potrebbe scoppiare un nuovo caso Prodi, al quale Fassino ha proposto di non candidarsi capolista dell’Ulivo ovunque, come l’ex premier ha già chiesto, ma solo in due o tre regioni (Emilia Romagna e Puglia quelle suggerite in prima battuta dal segretario ds), lasciando che nelle altre siano leader ed esponenti dei partiti a occupare la casella numero uno dell’Ulivo”. Il mistero si infittisce perché spiega il Riformista, “sul modo in cui la proposta è arrivata a Prodi c’è un piccolo giallo. Alcune fonti parlano di una lettera autografa inviata la settimana scorsa da Fassino al candidato premier”. Secca la smentita del leader dei Ds: “Tutto falso: Fassino non ha mai scritto a Prodi e in nessuna sede si è discusso ancora dei criteri e delle scelte per la formazione delle liste dell’Ulivo”. Eppure il quotidiano di Polito cita addirittura un virgolettato, spiega che la missiva “comincerebbe con un lungo e accorato ringraziamento al Prof (per il successo delle primarie, per il rilancio dell’Ulivo, per il sogno del partito unico, per aver insomma creato tutte le condizioni che permettono oggi all’Unione di guardare con grande fiducia alle elezioni plitiche del prossimo anno)”, per poi arrivare alla gelata, una domanda riportata in modo testuale: “Caro Romano, siamo sicuri che la scelta di candidarti ovunque come capolista sia la soluzione più efficace e autorevole?”.

Per i Ds sarebbe la ciliegina sulla torta “per far credere che la notizia sia vera”.Il Riformista scrive anche che “Da Santi Apostoli, quartier generale prodiano, non arrivano riscontri sulla missiva, si conferma però che la questione è stata discussa in un “colloquio” tra Prodi e Fassino avvenuto lunedì scorso, a margine del vertice dell’Unione cui peraltro il leader dei ds non ha poi partecipato”. Prodi avrebbe detto no, in modo cortese ma fermo. Ma per i Ds, si legge ancora sul quotidiano di Polito, “la questione di diversificare i capilista non sarebbe frutto di un’alzata d’ingegno del solo Fassino, scaturirebbe invece da riflessioni condivise anche fuori dalla Quercia e motivate da due obiettivi: evitare l’eccesso di personalizzazione della lista dell’Ulivo, per non dare agli elettori l’impressione che anche il centrosinistra sia fondato su una visione berlusconiana della politica, e differenziare l’offerta elettorale per accrescere il messaggio di autorevolezza e pluralità della lista”. Non solo. Il giallo si complica ulteriormente perché al Botteghino risulterebbe che una lettera sul tema delle liste in realtà ci sarebbe, firmata però da Rutelli. Anche il leader della Margherita smentisce. Amaro il commento della direzione nazionale ds: “Sorprende che nei giorni dello sciopero nazionale dei giornalisti, a sostegno del contratto e per un’informazione indipendente, plurale e autorevole, il Riformista affidi a un gossip inventato di sana pianta la sua presenza nelle edicole”.

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