E’ Kant il filosofo del millennio

Era solo un gioco, un divertimento per dimenticare gli affanni della politica almeno in estate. Ora che il sondaggio sul miglior filosofo del millennio è chiuso, il compilatore della lista Gennaro Sasso, socio di LeG, professore di Filosofia teoretica all’Università La Sapienza di Roma, fa il punto sui risultati. Ha vinto Kant.Il sondaggio era nato sulla scorta di un’idea della Bbc che per il suo pubblico aveva lanciato la sfida tra filosofi di tutti i tempi e di tutti i paesi. LeG aveva ristretto il campo all’ultimo millennio. Ma anche la rosa dei candidati era stata scelta con criteri severi. L’elenco aveva escluso per esempio il trionfatore della Bbc, Karl Marx. Gennaro Sasso che è anche direttore dell’Istituto di Studi Storici di Napoli, era stato perentorio: solo filosofi puri. A rimetterci erano stati, tra gli altri, Nietzsche, Kierkegaard, Wittgenstein o Machiavelli. Se ne sono accorti in molti; qualcuno ha protestato. Ma il gioco, si è difeso il professor Sasso, è bello proprio perché è un gioco. Da noi ha vinto Kant, quello sempre puntuale, sul quale – dicevano a scuola – potevi scommettere l’orologio. I suoi 270 voti lo consacrano filosofo dell’ultimo millennio. Dopo di lui, con 100 voti di preferenza Baruch Spinoza, il filosofo del “migliore dei mondi possibili”. “Un risultato sorprendente – commenta Sasso – forse dovuto alla fama di Kant come filosofo moderno. Spinoza mi lascia di stucco: non è per niente attraente, persino difficile”.

Che poi Hegel si sia piazzato soltanto al terzo posto si può spiegare secondo Sasso solo col fatto “che è un filosofo poco affidabile dal punto di vista dello stato liberale e dello stato di diritto. C’è chi lo considera padre del comunismo e chi genitore del fascismo. Entrambe le cose possono averlo danneggiato in questa competizione”. Cartesio e i suoi 58 voti sono forse il risultato “di un nome licealmente significativo”. Quinto: l’esistenzialista Heidegger, uno dei nomi più ricorrenti di pensatori moderni. Che dire poi dei filosofi che, ammette Sasso, “ho inserito nella lista per puro sfizio intellettuale, come Duns Scoto, così difficile con quel suo latino scolastico. Eppure aveva un’intelligenza acutissima. O come Bergson, che qui è settimo, ma ormai non è più alla moda neppure a casa sua, in Francia”. A lasciarlo un po’ stranito sono quei 14 voti che hanno piazzato Averroè all’ottavo posto. “Guadagnati, può darsi, sull’onda della fama che l’Islam ha riconquistato con le recenti notizie di cronaca”. A leggere i risultati, un solo commento è possibile: “Quando si gioca, tutto è lecito. Il criterio della facilità, per scegliere i nomi, non poteva essere un criterio valido. Anche Cartesio scrive facile, eppure il suo è tra i pensieri più articolati e difficili della filosofia di ogni tempo”. Una stranezza, però, ci tiene a sottolinearla: “Gli inglesi hanno dato le loro preferenze a Marx e qui da noi non vince nemmeno Hegel di cui Marx era discepolo.

Chissà…”.

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