Lettera aperta a Romano Prodi | Libertà e Giustizia

Lettera aperta a Romano Prodi

Caro professore,mi sento autorizzata a scriverle perché noi di LeG fummo tra i primi a insistere affinché tornasse al più presto dall’Europa e accettasse di mettersi un’altra volta in campo per liberare l’Italia dal più distruttivo governo e dalla più devastante maggioranza che il nostro Paese abbia sperimentato dal dopoguerra ad oggi.Le chiedemmo di pensare a un progetto che servisse a governare in un tempo in cui disgregazione istituzionale, perdita del valore di legalità, crisi economica non sono purtroppo soltanto degli spettri, ma hanno già inciso profondamente nel tessuto sociale. L’opposizione appariva non soltanto insicura, ma estremamente divisa e conflittuale al proprio interno.Allora c’era tempo, per risalire la china e prepararsi alle elezioni politiche.Oggi, il Paese è nelle condizioni di non potersi permettere più alcun rinvio delle soluzioni, e l’inizio della campagna elettorale è ormai alle porte. Lei ha ascoltato la richiesta di tanti cittadini e politici che insieme a noi hanno contato sul suo impegno: ha pensato a un progetto, lo ha fatto nascere, ad esso è stato dato il nome di Federazione e di Unione. Due alleanze complementari, una sola coalizione. Il tutto sotto il segno esplicito, accettato, ribadito dell’unità di tutte le forze di opposizione per battere questo governo e darne un altro, democratico, efficiente, preoccupato della eguaglianza fra i cittadini e di dar loro le opportunità di crescita e di lavoro che la nostra Costituzione ci assegna.Oggi, professore, quel sogno, quel progetto unitario già sperimentato e premiato alle europee e alle regionali, è entrato in crisi, ha ricevuto un colpo forte per iniziative che non vogliamo giudicare soltanto perché comunque frutto di una decisione assunta in una assemblea regolare e democratica.Oggi il popolo dell’Ulivo è arrabbiato e spaventato, vuole gridare o tace ammutolito, si guarda attorno e teme di perdere la fiducia nei suoi leader.Oggi ci sentiamo storditi.

Abbiamo bisogno di fare un respiro profondo.Noi di LeG non saremo in piazza, con altri amici, a mostrarle la nostra solidarietà e a accusare chi ha rotto l’incantesimo. Per manifestarle la nostra solidarietà abbiamo scelto una strada diversa e scrivendole cerchiamo di spiegarle anche i nostri ragionamenti.Noi siamo un’associazione nata e cresciuta nella rivendicazione di alcuni valori fondamentali della nostra storia repubblicana, noi cerchiamo di capire il tempo che viviamo alla luce di modelli ereditati e continuamente rinnovati e resi sempre più validi. Noi sappiamo che questi valori sono anche i suoi e sappiamo che anche lei condivide la forte richiesta di rinnovamento e di apertura dei partiti, per adeguarli al mondo di oggi e superare la sfida del futuro. Abbiamo bisogno di ascoltare alcune parole importanti: legalità e giustizia, occupazione, Sud, università e scuola, laicità dello Stato, pluralismo dell’informazione, solidarietà e una politica internazionale che ci annoveri fra i cittadini europei a testa alta così come a testa alta amici degli Stati Uniti.Vogliamo che nessuno si permetta mai più di cercare di cancellare con un pugno di voti la Costituzione firmata dal sangue versato per la libertà.Noi oggi riteniamo che la posta in gioco nelle prossime elezioni sia la più alta da quando nel ’48 la Carta entrò in vigore.NOI RITENIAMO CHE QUESTE ELEZIONI SIANO UNA TAPPA FONDAMENTALE NEL NOSTRO CAMMINO DI ITALIANI.Per questo ancora oggi siamo qui a chiederle di esprimere al massimo il suo senso alto di LEADERSHIP, di farsi carico dell’ansia di tanti cittadini non accettando di entrare nello scontro fra partiti, correnti e singole persone.

“La politica è pazienza” amava dire Alcide De Gasperi. Le chiediamo di esserlo ancora una volta.L’Ulivo, ovvero quel senso di comune appartenenza a un progetto democratico e riformista, è forte nella gente e la classe politica non potrà non accogliere il messaggio di pace che deve continuare a trasmettere. La guerra dell’Ulivo è un controsenso, deve finire.Ci rivolgiamo a Lei perché siamo assolutamente convinti che a voi forze politiche spetta immaginare nuove strategie. Il nostro ruolo continua a essere quello di tenere sveglie e pronte le coscienze e di aiutare il formarsi di progetti per un’Italia migliore. Caro Professore, accolga ancora una volta questa nostra pressante richiesta di unità che sfida i momenti più critici. Non c’è bisogno di aggiungere nuovi partiti, ma di cultura, generosità, saper pensare in grande. A noi sembra che la sua autorità politica e morale sia fondata essenzialmente sulla forza delle idee e sul suo senso dello Stato, un valore prezioso perché trasforma la mediazione politica da basso compromesso a intuizione di Libertà e Giustizia. Con amicizia

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