Salò e la Resistenza: una legge contro la Storia

“Non si può fare confusione. Non possono essere allo stesso modo ”belligeranti” i membri delle milizie di Salò, nate per essere alle dipendenze del Terzo Reich e dei suoi programmi di sterminio, e i soldati e i partigiani che combattevano per liberare il Paese e per la conquista della democrazia”. Walter Veltroni è indignato. La sua polemica contro il progetto di An in discussione al Parlamento diventa quasi invettiva nel giorno in cui a Roma partono le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della liberazione. “Il nostro Paese – dice il sindaco in una affollatissima Sala della Protomoteca in Campidoglio – ha bisogno di memoria, ha bisogno di ricostruire il filo della sua storia, di ricostruire tutta intera, senza pagine bianche, come per le Foibe ma, anche, senza confusioni. Ci sono state troppe confusioni storiche”.
La voce di Veltroni si unisce a quella dei tanti giornalisti che hanno firmato una lettera appello indirizzata ai rappresentanti delle istituzioni e a tutto il mondo della comunicazione. Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Sandra Bonsanti, Furio Colombo, Sandro Curzi, Vittorio Emiliani, Giuseppe Giulietti, Sergio Lepri, Miriam Mafai, Giuliano Montaldo ,Federico Orlando, Massimo Rendina, dicono No alla vergognosa operazione di revisionismo storico, che vorrebbe legittimare i “repubblichini” di Salò come militari combattenti dell”ultima guerra mondiale, al pari dei partigiani e di quanti,da militari, scelsero le fila della Resistenza contro la barbarie nazifascista.

“La memoria è importante – aggiunge Veltroni – la memoria che non tollera censure ma non tollera neanche confusioni di responsabilità e, non tollera – lo dico in una città che è la città delle Fosse Ardeatine , di via Tasso, che ha conosciuto la tragedia del 16 ottobre del ”43 – che si metta sullo stesso piano chi denunciava gli ebrei e gli ebrei che subivano le colpe di questa persecuzione o, chi combatteva per la liberta” e, per questo, veniva sbattuto in prigione e portato alle Fosse Ardeatine da chi faceva gli eccidi. Non funziona così – ha detto -. Non è accettabile”.
La presidenza del gruppo Ds alla Camera chiarisce subito: “non si equiparano dittature e lotte di liberazione” e fa sapere che i deputati Ds voteranno “contro qualsiasi la legge di equiparazione tra la repubblica sociale di Salò e la Resistenza” e intraprenderanno ”ogni azione parlamentare contro tutte le operazioni tese a considerare sullo stesso piano la lotta di Liberazione e i partigiani che hanno liberato l’Italia dal fascismo e i repubblichini che difendevano quella dittatura”.

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