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“Il centrosinistra gliela fa”

31 gennaio 2005 - Commenti disabilitati
red. Leg

Un’intervista che ha fatto discutere. Prima per le polemiche sull’ospitata in quello che molti credevano un varietà e invece è un talk show. Poi per i contenuti della chiacchierata tra Romano Prodi, il leader del centrosinistra e Serena Dandini, padrona di casa di “Parla con me”. Nella puntata andata in onda domenica 30 gennaio, alle 23 e 25, su Raitre, Prodi, dal suo studio bolognese ha messo in chiaro alcune cose. Ecco la trascrizione di alcuni dei punti salienti di quell’intervista.
L’avversario
“A volte i miei amici dell’ opposizione pensano che io abbia Berlusconi sempre qui, nella testa, come il soldato Smith col sesso…”.
Romano Prodi risponde con una battuta a Serena Dandini che gli ha ricordato che spesso l’ opposizione ha annunciato che, una volta al governo, avrebbe cancellato le leggi fatte da questo governo.
Leggi da cancellare
“Dobbiamo valutare tra le leggi che sono buone e quelle che sono cattive. Certamente le leggi fatte ad hoc, la Cirami per esempio, ma tutto ciò che è stato fatto semplicemente per favorire una persona, non va. Una legge non è fatta per favorire una persona. Nelle riforme si prenderanno le cose buone e si cancelleranno le cose cattive”.
Come ha detto anche Rutelli, lei quindi è d’ accordo con Rutelli?, osserva Serena Dandini. “Di accordi con me ne può trovare tanti. Accordi o meno a parte, avremo serietà, severità assoluta nell’ analisi di quello che ha fatto il Governo, ma anche severità assoluta in quello che abbiamo fatto noi prima.

Perché da dieci anni in qua è cambiato tutto. E il nostro programma di governo, di conseguenza, deve essere del tutto nuovo”.Il nome
“Il vero nome che dà il senso della nostra unità è l’ Ulivo, però secondo me…”. “Però – gli ha fatto eco l’ intervistatrice – non si riesce a trovarne uno nuovo. E’ vero che non rivolge più la parola al sociologo che ha trovato ”Unione per la Democrazia”? Che è durato 24 ore?”. “Non ho la fortuna di interagire e di conoscere questo sociologo – ha risposto il leader della Gad – Ma spieghiamo le cose: quello che ci muove è l’anima dell’Ulivo”. Che è composto da una federazione di partiti, “ma siccome – ha aggiunto – ora c’è anche una alleanza più ampia, mentre prima c’era con Bertinotti la desistenza (e adesso invece io non voglio più desistenze), voglio un’ alleanza organica perché gli elettori devono sapere fino in fondo che cosa vogliamo e deve essere scritto quel che vogliamo. E’ chiaro allora che a quest’ alleanza più ampia non si può dare il nome Ulivo perché va oltre l’Ulivo, oltre il giardino, e stiamo trovando un nome che sia più evocativo di tutti. Tutto questo can can che è successo sul nome…”, conclude Prodi confessando comunque di avere ricevuto pacchi di lettere “con i nomi più incredibili. Ma ormai ci stiamo orientando e tra un pò uscirà anche il nome”.
Il programma
“Il programma si incentrerà tutto su un punto: torniamo a far correre l’ Italia.

Alziamola in piedi e via!”.
Un’Italia impaurita
Al suo rientro in Italia, il leader della Gad ha spiegato di avere trovato un Paese “impaurito, con la paura di perdere. E’ come se ci fosse la grande paura del domani. Non c”è ancora una caduta forte, ma c’è la paura di cadere. E quando uno ha paura di cadere non riesce più a correre. L’ Italia oggi è un Paese che non corre”. E con chi la si può tornare a fare correre? “Con i giovani – è la ricetta del Professore – Ma come vengono trattati in Italia? Da adolescenti fino ai 40 anni. Ma siamo diventati matti!”. “La cosa che mi sta più a cuore sono i giovani – ha ribadito Prodi – bisogna riprendere a far correre il Paese e si deve puntare sui giovani. Ma non vede che i ragazzi europei non vengono neanche più a divertirsi in Italia? Un tempo a Rimini, o Roma d’ inverno, ci si andava. Adesso si va d’ inverno a Berlino e d’estate si va nelle isole spagnole, si va a Formentera…”. Perché – ha detto ancora – “c’è il calo dell’ Italia come attrazione dei divertimenti. E” il segno che non c’è fermentazione, è il segno che non si sta bene assieme. C’è tensione. I giovani vanno dove si sta bene assieme. Per questo il programma si incentrerà tutto su un punto: torniamo a far correre l’ Italia”.
Le primarie
“Chiarito che fino alle elezioni regionali non ne parliamo più, le primarie hanno una regola semplice: vince uno solo con il suo programma.

Alla domanda “Ma se alle primarie dovesse vincere Bertinotti lei per obbedienza o per lealtà farebbe il vice di Bertinotti?”, Prodi risponde: “No, perché se vinco io non fa mica il mio vice! – è stata la risposta del Professore – Le primarie le vince uno”. La vicenda delle primarie, sembra un pò un reality tra candidature e nomination , ha insistito Dandini. “Nel reality però, alla fine uno ci rimane e va su tutti i giornali… – ha ribattuto Prodi – Comunque non è un problema di reality. Il problema è che questo Paese ha bisogno di partecipazione forte. E io ho concepito le primarie come un fatto di partecipazione forte. Adesso però bisogna vincere le elezioni regionali – ha ribadito il leader della Gad – Fino al 4 aprile noi di primarie non ne parliamo più”.
Le donne
“Voglio arrivare a un elevato numero di donne e lo dirò a tutte le riunioni della coalizione: per favore preparatevi perché voglio evitare il grido dell’ ultimo giorno: voglio una donna”. Romano Prodi è ricorso a una citazione felliniana (da Amarcord) per sottolineare l”importanza della presenza femminile nella coalizione di centrosinistra. “Questo è un proposito fortissimo per me – ha spiegato – se c’è il nome forte di una donna è più facile imporlo. Invece la ricerca all’ ultimo minuto diventa un problema e noi dobbiamo prepararci fin ad adesso”. Interpellato anche sul referendum sulla legge sulla fecondazione assistita, Prodi conferma che andrà a votare ma non ha detto come voterà.

“Non glielo dico ancora, ma ci sto riflettendo e pensando molto – ha risposto alla Dandini – Per ora nella riflessione, che è stata non facile, profonda, ho detto che come cattolico, adulto, laico, andrò a votare perché è un appuntamento cui non si deve mancare e rifletterò anche sulle quattro domande e sulle risposte”.
La fabbrica programma
“Abbiamo affittato, a prezzo modesto, proprio una fabbrica, un capannone dove c’era un artigiano, seicento metri quadrati, più gli uffici e là, tutti i giorni, o quasi tutti i giorni, ci ritroveremo (perché ci sarò anch’io) a discutere dei problemi delle categorie, della gente. I problemi veri, quelli forti”.”Cominceremo il primo giorno con quello di metter su casa. E il lavoro, la sua durata, la sua sicurezza, la casa, i mutui, il mantenimento, i bambini”.
L’ospite Berlusconi
Alla fine dell’ intervista con Serena Dandini, Romano Prodi ha espresso l’ augurio che anche il presidente del consiglio Silvio Berlusconi accetti l’ invito alla trasmissione ”Parla con me” di Raitre. “La ringrazio – ha detto Dandini a Prodi – e rinnovo ancora l’ invito al presidente Berlusconi per l’ intervista nella prossima puntata”. “Posso aggiungere il mio augurio che venga?”, ha chiesto Prodi. E all’ assenso della conduttrice: “E allora l’ aggiungo”.

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