Palazzo Grazioli, cioè “casa sua”

s.b.
Modesta proposta, tanto per cominciare…vertici, consultazioni, incontri riservati di B. a Palazzo Grazioli. Il nome di quel palazzo ripetuto ossessivamente dai media, fa credere agli italiani che si tratti di una sede istituzionale, dove B è al lavoro per gli italiani. Un palazzo come palazzo Chigi, tanto per intendersi. Invece no. Palazzo Grazioli è la casa privata di Silvio Berlusconi e lui ci passa ore e giornate al lavoro con i suoi avvocati e altri del Pdl a lavorare per sè: sono suoi ospiti privati, e a tutti costoro, di cosa accade agli italiani, non importa un bel niente. Al centro dei colloqui e delle “riflessioni” il problema delle “tre M”: ovvero Mills, Mediatrade e Mediaset, dal nome delle tre inchieste diventate l’incubo del Cavaliere. Dunque bisognerebbe cominciare far sapere ai cittadini che in quel Palazzo  non ci si preoccupa di disoccupazione, precari, lavoro, e conti pubblici ma solo e soltanto di conti con la giustizia. A casa sua ognuno fa quel che gli pare. Ma diciamolo chiaramente: il presidente del Consiglio ha passato la giornata a casa sua a occuparsi di fatti suoi. Con ministri e sottosegretari del suo governo e con parlamentari del suo partito.

La mobilitazione

La campagna

Ridateci la sovranità che ci appartiene

31 agosto 2010 - 10 Commenti »
Vogliamo riprenderci il diritto di scegliere chi ci rappresenta in Parlamento. Un diritto che è stato cancellato dalla legge Porcellum. LeG si mette a disposizione di tutti coloro che nella società civile, singoli cittadini o movimenti organizzati, vogliano creare occasioni di mobilitazione sul web e nelle città, sulla scia di recenti esperienze positive.

In primo piano

L'offesa

Lettera aperta al cardinal Scola

3 settembre 2010 - 9 Commenti »
Proprio mentre si discute di questione morale, sotto le insegne del meeting di Cl a Rimini, il cardinale elogia Renato Farina, deputato Pdl, ex giornalista, collaboratore dei servizi segreti con il nome in codice "Betulla".
La discussione

Qualche riflessione sulla legge elettorale (e sulle strumentalizzazioni)

1 settembre 2010 - 10 Commenti »
Giunio Luzzatto
Non basta dire che le scelte non devono essere appannaggio delle segreterie dei partiti. Se esse avvengono tramite il voto di preferenza su lunghe liste regionali si rischia di favorire lobbies organizzate e gruppi di potere, e in ogni caso il ruolo dell’elettore si esaurisce, per cinque anni, nell’avere espresso tale preferenza.

No al bavaglio

2008-2010, due anni contro la Costituzione

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Buone vacanze da Libertà e Giustizia
Augurando a tutti buone vacanze, vi informiamo che l'ufficio di Milano resta chiuso da sabato 31 luglio a domenica 29 agosto. L'attività di LeG riprende...
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