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Politica

Napoleone, le sedute spiritiche e i cecchini del Quirinale

29 gennaio 2015 - Nessun Commento »
Antonio Padellaro
In questi giorni la minoranza del Pd ostile a Matteo Renzi e la minoranza di Forza Italia in dissenso con Silvio Berlusconi (Fitto), e forse anche Beppe Grillo, riflettono sul seguente dilemma: è meglio giocare d’anticipo votando fin dai primi scrutini un candidato comune ostile al patto del Nazareno (Romano Prodi su tutti) o è meglio attendere che il prescelto dal suddetto patto da sabato venga progressivamente logorato dai (loro) plotoni di cecchini in agguato? E' una vecchia questione che già si pose nel 1971, ai tempi del sesto presidente quando il leader dc, Amintore Fanfani, partì in quarta convinto di farcela, ma dopo un Vietnam durato 23 scrutini, dovette arrendersi all’outsider Giovanni Leone. In quell’occasione si registrò una pioggia di schede nulle che recavano i più variopinti insulti nei confronti dell’Aretino

Il mio Presidente salirebbe a piedi al Colle tra due ali di folla in festa

28 gennaio 2015 - 12 Commenti »
Sandra Bonsanti
Il mio Presidente, appena eletto, non tirerebbe dalla tasca dei pantaloni un discorso già scritto da qualcuno, ma farebbe un largo sorriso a tutti i parlamentari assiepati nell’aula e prenderebbe la parola: “Cari elettori – direbbe all’incirca – vi ringrazio di avermi eletto, non so se merito la vostra fiducia, ma per me è importante soprattutto avere la fiducia dei cittadini italiani che non hanno più nessuno in cui credere e a cui fare affidamento. Vi parlo dunque senza tanti giri di frase e col cuore in mano. Prima di tutto voglio dirvi che quelle riforme della seconda parte della Costituzione, l’abolizione del Senato e la legge elettorale che è stata approvata anche dal Senato sono un immenso pasticcio. E questo è il meno. La cosa grave è che possono aprire la strada ad avventure che il nostro Paese, tanto bello ma anche un po’ bizzarro, ha già corso nel passato e non vedo proprio perché si debba rischiare di correrne di nuove nel futuro.

Primo piano

Quando le leggi vanno piano accelerano i magistrati

29 gennaio 2015 - Nessun Commento »
Chiara Saraceno
Era già successo nella seconda metà degli anni Sessanta del secolo scorso, quando la giurisprudenza iniziò a smantellare alcuni capisaldi del diritto di famiglia di origine fascista che il Parlamento tardava a modificare, nonostante il dettato costituzionale lo obbligasse teoricamente a farlo. Così, ad esempio, una celebre sentenza del 1968, in nome del principio costituzionale della parità tra i coniugi, sancì che una moglie che non seguiva il marito “ovunque questi decidesse di fissare la propria residenza” non poteva essere considerata colpevole di abbandono di tetto coniugale
Autoconvocati per la Costituzione

Italikum: serve una forte opposizione nel Paese

28 gennaio 2015 - 1 Commento »
Franco Astengo
Il Senato ha approvato un testo della legge elettorale denominata “Italikum” che neppure i senatori conoscono in quanto in un emendamento riassuntivo sono state proposte modifiche non passate attraverso il dibattito in commissione e poi in aula. L’ennesima violazione delle regole della più elementare democrazia parlamentare si è verificata nel segno della continuità nel comportamento di questo governo e strettamente connesso a una nuova maggioranza comprendente Forza Italia.

Le Interviste

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