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Politica

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Messaggio del Presidente onorario di LeG per UNIONS!

Il nostro compito è riempire un vuoto di democrazia

28 marzo 2015 - 9 Commenti »
Gustavo Zagrebelsky
Caro Landini, in questi giorni a Torino si svolge una serie d’incontri sui maggiori problemi delle società democratiche. Devo esserci. Desidero dire a te e ai tanti che, invece, saranno a Roma: molto ci si aspetta dal risveglio della nostra società che è stata messa ai margini e oscurata in questi anni di destrutturazione del nostro sistema di relazioni economiche e sociali. Avrete modo di discutere come e perché è avvenuto questo distacco di tanta parte del nostro Paese, la parte più debole e vulnerabile, quella che soprattutto avrebbe bisogno di presenza, visibilità e rappresentanza nelle istituzioni politiche. Tutti noi, di fronte a politiche industriali che esibiscono innovazione e crescita mentre producono disoccupazione e sotto-occupazione; di fronte al dilagare di sistemi di corruzione che svuotano dall’interno la legalità e la democrazia; di fronte alla totale assenza di parole politiche su un futuro di giustizia per la nostra società; di fronte a mutamenti della Costituzione che mirano alla concentrazione del potere in poche mani; tutti noi, dicevo, quante volte ci siamo chiesti e ci siamo sentiti chiedere: che fare? E ci siamo sentiti impotenti.

Bersani

Ma Renzi non ha più i numeri. Scissione? Assuma lui il problema

1 aprile 2015 - Nessun Commento »
Goffredo De Marchis
Il ballottaggio, che nella narrazione di Renzi è una grande vittoria della sinistra, per Bersani è «un vero pericolo. Non ha niente a che vedere con il doppio turno francese dove ci sono i collegi. Qui lo facciamo su base nazionale e serve solo a incoronare un leader, a creare un presidenzialismo di fatto, una democrazia plebiscitaria. Può capitare che un partito del 27 per cento prenda tutto il potere in un Parlamento di nominati al servizio del capo. E l’altra metà del Paese la consegniamo ai populisti
parlamento-italiano

Scemo chi non legge

1 aprile 2015 - Nessun Commento »
Marco Travaglio
Non è il massimo della vita fare ogni giorno le cassandre e i grilli parlanti, specie se tutto intorno è un concerto per violini, pifferi, tromboni, grancasse e tricchetracche. Sarebbe bello poter dire, una volta tanto, che va tutto bene, o almeno ci andrà. E risparmiarci i ritornelli del Farinetti di turno: “Ma voi vedete sempre il brutto dappertutto!”. Come se lo facessimo apposta, se ci fosse bisogno di scavare, per trovarlo. Per un anno, soli soletti, abbiamo scritto che l’Italicum e il nuovo Senato sono due schiforme perché espropriano un’altra volta i cittadini del diritto di scegliere i propri rappresentanti e consegnano le istituzioni (che sono di tutti) nelle mani di uno solo, il premier-padrone.
bussola
Le politiche neoliberali che hanno in questi anni ammaliato i partiti di Sinistra

La parola sinistra e la bussola dei diritti

31 marzo 2015 - Nessun Commento »
Nadia Urbinati -
La vecchia sinistra parlava al singolare. Aveva una dottrina che dettava la via, una leadership granitica e (nei Paesi comunisti) personale, una classe sociale compatta e omogenea per forza o, nel migliore degli scenari, per propaganda. Liberare la Sinistra dal linguaggio singolare, scioglierla dal vincolo del consenso unanime e dal verticalismo è stato un lavoro difficile e nei fatti mai compiuto, realizzato parzialmente grazie prima di tutto al successo e alla tenuta della democrazia elettorale. Perché più gli elettori si sono sentiti liberi di andarsene e cambiare partito, più la Sinistra che parlava al singolare si è indebolita. «Non lascio ad altri il monopolio della parola sinistra», dice adesso il segretario del Partito democratico.

Primo piano

Ma i giovani rischiano di restare fuori dal nuovo contratto a tutele crescenti

Le imprese preferiscono lavoratori già esperti. E molti ragazzi scelgono la partita Iva

1 aprile 2015 - Nessun Commento »
Walter Passerini
I messaggi sono contrastanti, da elettrocardiogramma impazzito. Oggi i punti fermi Istat sono: il 12,7% di disoccupazione generale, il 42,6% di disoccupazione giovanile. Dovremo rassegnarci: leggere ogni mese i dati ci rende prigionieri delle montagne russe, costringendoci a emozioni e colpi di scena a ritmo serrato. Solo lunedì il governo celebrava 79mila assunzioni a gennaio e febbraio 2015, ma ieri l’Istat ha precisato che sono dati non confrontabili perché «sono di diversa natura e non necessariamente significano nuovi occupati; possono anche essere transizioni dal tempo determinato e altri tipi di contratti».

Perché il popolo tradisce la sinistra

30 marzo 2015 - 1 Commento »
Thomas Piketty
Perché le classi popolari voltano sempre più le spalle ai partiti di Governo? E perché in particolare ai partiti di centrosinistra che sostengono di difenderle? Molto semplicemente perché i partiti di centrosinistra non le difendono più ormai da tempo. Negli ultimi decenni le classi popolari hanno subito l'equivalente di una doppia condanna, prima economica e poi politica. Le trasformazioni dell'economia non sono andate a vantaggio dei gruppi sociali più sfavoriti dei Paesi sviluppati: la fine dei trent'anni di crescita eccezionale seguita alla seconda guerra mondiale, la deindustrializzazione, l'ascesa dei Paesi emergenti, la distruzione di posti di lavoro poco o mediamente qualificati nel Nord del pianeta. I gruppi meglio provvisti di capitale finanziario e culturale, al contrario, hanno beneficiato appieno della
rodotà
Dal discorso tenuto a 'Unions', manifestazione Fiom Cgil

Stefano Rodotà, Fare massa critica per decidere

29 marzo 2015 - 2 Commenti »
Stefano Rodotà
Io sono molto felice di essere qui anche invalido (...). C’è un fatto nuovo, un fatto che inquieta molto coloro i quali in questo periodo non sanno confrontarsi con la realtà dei problemi che stanno vivendo. Qui non stiamo disturbando un manovratore (...). Giovanna Cavallo, poco fa, riportava una frase incauta che ha ripetuto il ministro del Lavoro. Cioè “ciò che va bene per l’azienda va bene anche per i lavoratori”. Non so se fosse consapevole Poletti, pronunciando questa frase, che questo è un modo di dire che negli Stati Uniti c’era molti anni fa. E si diceva: “Quello che va bene per la General motors va bene per gli Stati Uniti d’America”.

Le Interviste

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